Non stupiamoci poi se puntualmente ci troviamo a commentare la netta superiorità del calcio spagnolo o di un qualsiasi altro movimento al top rispetto al nostro. Finchè in Italia si continuerà a parlare poco di tecnica e si darà libero sfogo al gusto per la polemica, anche sugli aspetti più superflui, avremo poche speranze di assistere a una rinascita del football nostrano, dalle squadre di club impegnate nelle competizioni europee fino alla Nazionale che insegue faticosamente un posto al prossimo Mondiale. E' un problema di presupposti, perchè da noi l'argomento del giorno è la decisione di posticipare a data da destinarsi la sfida tra Sampdoria e Roma per l'allerta meteo che riguarderà nelle prossime ore Genova e tutta la Liguria.

I METEOROLOGI DEL SOCIAL - I social network, ormai divenuti un vettore delle prese di posizione più bizzarre e dei movimenti di opinione più improbabili, hanno dato spazio alle ironie dei più sulla scelta della Protezione Civile di non far disputare il match delle 20.45 tra Sampdoria e Roma quando ieri nel capoluogo ligure splendeva il sole e la gente era in spiaggia. A questo punto è lecito immaginare che dietro la rete si celi un insospettabile esercito di esperti meteorologi in grado di stabilire con precisione infallibile l'andamento delle condizioni atmosferiche a Genova e dintorni. Gli illustri esperti sapranno infatti che anche altre 4 partite sono a rischio in questo week-end a causa dell'ondata di maltempo pronta ad abbattersi sul nostro Paese. Da Cagliari a Udine, passando per Benevento e Roma, sono diverse le località nelle quali sono previste abbondanti precipitazioni e nelle quali la regolarità delle partite presentano qualche criticità.

LA ROMA E LA SCELTA DI ORSATO - Come se non bastasse prendersela col meteo e chi di lavoro si occupa dell'argomento, alla vigilia della famigerata Sampdoria-Roma era diventato argomento di dibattito persino la designazione arbitrale di Orsato di Schio, finito nell'occhio del ciclone (è proprio il caso di dirlo) per non aver coadiuvato Irrati col Var in occasione del contatto in area di rigore tra l'interista Skriniar e il giallorosso Perotti negando così un rigore alla squadra di Di Francesco, nel big match della seconda di campionato. Premesso che il penalty potesse starci e che una verifica più approfondita dell'episodio male non avrebbe fatto per eliminare ogni tipo di dubbio, il designatore arbitrale Rizzoli e il responsabile del progetto Var Rosetti hanno spiegato i motivi per i quali non fosse necessaria la verifica al monitor, ossia il fatto che non si trattasse di un episodio lampante e che dunque non rientrasse nella casistica degli episodi che la moviola deve analizzare. Piaccia o non piaccia, questa è la spiegazione regolamentare, ma che da qui si inneschi un processo tale per cui la designazione di un direttore di gara tra i più esperti in Serie A, nonchè internazionale, debba essere passata al setaccio e osteggiata in quanto si sarebbe macchiato di una colpa "gravissima" da addetto al Var, diventa stucchevole per non dire altro. Poi non stupiamoci se periodicamente ci ritroviamo attorno a inutili tavole rotonde per discutere dello stato di crisi del nostro calcio.