Se tre indizi fanno una prova, allora il Napoli e Sarri farebbero bene a preoccuparsi. Dopo l'inaspettato ko di Donetsk, il tecnico azzurro ha posto l'accento sull'atteggiamento sbagliato avuto dalla squadra nella parte iniziale del match, in linea con quello mantenuto nel primo tempo contro l'Atalanta e nell'ultima partita di campionato contro il Bologna. E' un Napoli scarico, incosciamente appagato dopo aver superato il playoff di Champions contro il Nizza, secondo l'allenatore toscano, ma le prime uscite stagionali hanno evidenziato anche dell'altro. 

L'ALLARME DI CALLEJON - E' presto per dire che la macchina da spettacolo del Napoli si sia inceppata, ma è curioso che da uno dei giocatori più importanti e rappresentativi come Callejon sia arrivato un allarme forte e chiaro dal punto di vista tattico: "Ormai gli avversari sanno come giochiamo". Quella serie di fraseggi stretti tra i 3 centrocampisti che hanno spesso fanno le fortune del club partenopeo, uniti ai tagli dello stesso esterno spagnolo sui lanci di Insigne, iniziano ad essere un leit-motiv sul quale anche le rivali del Napoli hanno iniziato a lavorare e studiare le necessarie contromisure. Al terzo anno sulla panchina azzurra, anche per Sarri è giunto il momento di valutare delle alternative per rendere meno prevedibile il proprio calcio e restituire brillantezza ed entuasiasmo a chi, da molti (noi compresi), è considerata la principale candidata al ruolo di anti-Juve in campionato.

MILIK DETERMINANTE - In tal senso, diventa fondamentale il ruolo del recuperato Arkadiusz Milik, quel centravanti che, se da un lato concede qualche punto di riferimento in più alle difese avversarie rispetto a Mertens, dall'altro può essere l'elemento in grado di creare gli spazi per gli inserimenti degli altri attaccanti e dei centrocampisti. In attesa di ritrovare la brillantezza dei propri playmaker, da Jorginho a Diawara passando per l'abulico Hamsik di queste settimane, perchè non insistere più spesso con la variante del 4-3-3 che preveda la presenza contemporanea in campo del polacco e di Mertens o addirittura di un 4-2-3-1 che esalti maggiormente l'enorme potenziale offensivo della squadra? E' una questione di atteggiamento ma non solo: a Sarri il compito di rendere nuovamente questo Napoli una sorpresa in negativo per le sue rivali.