Ci sono dei calciatori che entrano nell'immaginario collettivo ancor più di quanto le loro vittorie sportive avrebbero meritato: funamboli, tecnici, dotati spesso di una classe sopraffina ma spesso maledetti, a causa di un fisico fragile come il cristallo. E' sicuramente questo il caso di Marc Overmars, protagonista del "Che fine ha fatto?" di oggi.

VINCERE TUTTO A 22 ANNI - Nato a Emst, nelle vicinanze di Arnhem, nei Paesi Bassi, il 29 marzo del 1973, Overmars inizia la carriera da professionista nei Go Ahead Eagles, in Eerste Divisie, la serie B dei Paesi Bassi, disputando una stagione da protagonista che gli vale la chiamata del Willem II, dove gioca titolare nonostante i 18 anni appena compiuti e si guadagna il premio di miglior giovane talento della stagione. L'Ajax non se lo lascia sfuggire e lo porta subito ad Amsterdam, dove Overmars diventa uno dei titolarissimi della squadra di van Gaal e vince subito una Coppa d'Olanda, guadagnandosi la prima convocazione nella nazionale Oranje e vincendo la Scarpa d'Oro, premio del quotidiano de Telegraaf per il miglior calciatore dell'anno nei Paesi Bassi. La stagione seguente è quella dell'esplosione: vittoria del campionato, della Coppa nazionale e dodici reti realizzate per il ventunenne Marc, a cui l'anno dopo seguono altri trionfi, ancora in campionato, in Supercoppa d'Olanda ma soprattutto in Champions League, nella finale vinta a Vienna contro il Milan, prima della Supercoppa Europea e della Coppa Intercontinentale. A 22 anni Overmars ha già vintto tutto quello che è possibile vincere in un club. 

ROADRUNNERI DI CRISTALLO, L'ARSENAL E LA 'FATAL ITALIA'
- Soprannominato Roadrunner per l'incredibile velocità che lo assimila a Beep Beep, protagonista del noto cartone della Warner Bros assieme a Wile E. Coyote, nel momento migliore della propria carriera, quando sembra destinato a un escalation di successo, inizia ad accusare una serie di infortuni alle ginocchia che lo condizionano nel rendimento e gli fanno disputare poche partite in due stagioni cruciali per l'Ajax, nelle quali i Lancieri vincono ancora il campionato e approdano di nuovo alla finale di Champions, poi persa con la Juventus. Nel 1997 passa all'Arsenal, per 5,5 miliardi, e ad Highbury trova la sua seconda casa. Nei Gunners infatti risulta subito decisivo, vincendo Premier League e FA Cup (suo il gol decisivo nella finale di Wembley) e guadagnandosi uno splendido Mondiale con l'Olanda, nel 1998, quando gli Oranje devono arrendersi solamente nella semifinale contro il Brasile di Ronaldo. Purtroppo due anni dopo, nell'Europeo casalingo obiettivo di una generazione, le cose non andranno altrettanto bene: l'Italia di Zoff infatti si rivela un ostacolo troppo grande e le lacrime di Overmars sono quelle di un intero paese.

DAL BARCELLONA ALL'ADDIO AL CALCIO A 31 ANNI - L'olandese però riesce subito a consolarsi: passa infatti al Barcellona per 40 miliardi di lire, diventando il calciatore olandese più pagato di sempre, ed entrando nella storia, dato che il suo trasferimento è il primo annunciato sul web dal sito dello stesso protagonista. Il suo ambientamento in Spagna è veloce, dato che già nella prima stagione si rivela decisivo con 8 reti: il periodo dei blaugrana è però grigio, e in Catalogna l'olandese non riesce a vincere nulla. Anzi, i problemi fisici tornano a tormentarlo, tanto che a soli 31 anni, dopo due stagioni di quasi inattività, comunica la decisione di appendere gli scarpini al chiodo. Tornerà a giocare, quattro anni dopo, nei Go Ahead Eagles, la squadra che lo aveva lanciato, prima di reinfortunarsi e chiudere definitivamente col calcio giocato.

IL RE DI SCANDINAVIA - Già, il calcio giocato ma non il pallone: sì, perché dopo il ritiro Overmars diventa uno dei dirigenti più apprezzati del proprio paese, tanto da svolgere dapprima il ruolo di ds degli Eagles, poi quello di ds del settore giovanile dell'Ajax, infine quello di dg e di ds della prima squadra dei Lancieri. In questo ambito, Overmars diventa il "Re di Scandinavia": sue alcune intuizioni geniali, come gli acquisti di Fischer, Eriksen e Dolberg, calciatori provenienti dal Nord che hanno portato all'Ajax vittorie e soldi, al momento della cessione. Insomma, il tocco magico Roadrunner non l'ha smarrito: e dietro a una scrivania, anche il rischio di rompersi è quasi nullo. 

@AleDigio89