Un gol che certifica la rinascita, un gol per far capire che lui in questa realtà può fare ancora non bene, benissimo. Il Chievo Verona vince all'esordio contro la Lazio nella prima gara stagionale del nuovo torneo del Campionato Primavera. Nuovo perchè uniformato ai veri campionati nazionali e quindi ricco di scontri diretti fra i migliori settori giovanili di tutto il territorio. Lazio e Chievo sono sicuramente due di questi, ma al triplice fischio a spuntarla sono stati i veneti con un gol firmato da uno dei ragazzi più promettenti della squadra allenata da Lorenzo D'Anna. Lorenzo Rivi attaccante classe '99, svetta di testa al 70' e supera i ben più alti marcatori per il gol vittoria.

PUNTA COL VIZIO DEL GOL - Nato il 2 gennaio 1999 a Correggio, la città che ha dato i natali a Ligabue (anche se lui non è un suo grande fan, preferisce Shawn Mendes), Lorenzo si avvicina presto al mondo del calcio come tutti i bambini della sua età dividendosi fra scuola e pallone. Il salto di qualità lo fa passando nel settore giovanile della vicina Carpi. Gioca sempre da attaccante perchè l'innato senso del gol lo rende un attaccante di razza. Nel 2014 il Chievo Verona si accorge di lui e lo acquista dal Carpi rimandandolo vicino a casa però in prestito l'estate successiva. Nel 2016 passa in prestito alla Reggiana nella categoria Berretti dove, seppur non trovando la fiducia completa di Paolo Zanetti, va in doppia cifra subentrando quasi sempre dalla panchina. Curioso è il record stabilito di 5 gol in soli 80 minuti giocati, spezzati però, su numerose partite.

LA PAURA DELLA LEUCEMIA - Rivi ha un carattere forte, però, nell'avventura con la Reggiana non si sente al 100%. Più gioca e più si sente affaticato, il cuore gli batte forte e allora, sotto consiglio del suo agente Jean Cristophe Cataliotti, fa degli esami approfonditi che lo allarmano subito. I valori sono sballati e alcuni medici gli prospettano addirittura una malattia importante come la leucemia. Rivi si ferma, fa altri esami ancor più approfonditi e, per fortuna, scopre che i problemi sono meno gravi, e sono legati a un'estrema carenza di ferro nel sague dovuta ad un'alimentazione autoimposta totalmente priva di carne rossa. La paura passa, la cura riabilitativa va alla grande e anche il mese e mezzo fermo in cui ha pensato che la sua carriera nel mondo del calcio fosse finita, sono solo un brutto ricordo.

IL NUOVO IMMOBILE - Rivi torna al Chievo Verona nel corso dell'estate e, nonostante le numerose offerte arrivate per lui anche da parte di club con settori giovanili importanti o da squadre professioniste di categorie inferiori, sceglie di rimanere e convincere D'Anna di poter dire la sua in questa squadra. Vuole completare il suo percorso di crescita e avvicinarsi il più possibile al suo idolo Ciro Immobile (a cui somiglia molto, anche fisicamente). Decisivo nel corso dell'estate è il torneo di Oberndorf dove Rivi gioca contro i parietà del Manchester City (foto concessa dalla Cataliotti Sport Production) con una prestazione super. L'allenatore del Chievo si è convinto, Rivi può essere il titolare di questa rosa e la conferma arriva proprio nella gara d'esordio contro la Lazio. Prima o seconda punta mobile, alta circa 1 metro e 80 e che fa dei movimenti (verticali o in aiuto ai compagni) e del fiuto per il gol il suo punto di forza, Rivi segna il gol decisivo nello stesso giorno in cui Immobile annichilisce il nuovo Milan di Montella con una tripletta. Segnali? Sicuramente, ma la stagione di Rivi sarà tutta da seguire.

@TramacEma