A Genova il Chievo ha raccolto un buon punto su un campo non del tutto facile e questo non può far altro che dare fiducia al gruppo per i prossimi impegni. E se da una parte è proprio il risultato a essere buono per il futuro, dall'altra c'è anche un'altra "notizia", se così possiamo chiamarla, che può e deve essere un monito per le partite che verrano. Si sta parlando del modulo, o meglio, delle posizioni dei giocatori messi da Maran durante la gara contro i rossoblù, cambiati in corso d'opera con esito positivo. Proprio sotto questo aspetto possiamo dare all'allenatore gialloblù un doppio giudizio, più negativo per almeno 50 minuti del match e assolutamente positivo da circa il 70' in poi quando ha fatto tornare tutti gli interpreti nel loro ruolo naturale. 

E' sotto gli occhi di tutti infatti che quando Pellissier è entrato in campo al fianco di Inglese, Birsa è tornato a fare la mezza punta centrale e Castro si è posizionato sulla mezzala, con conseguente spostamento di De Paoli a terzino sinistro, ecco che la squadra è tornata ad essere più propositiva e naturale nelle giocate, sino a pareggiare i conti praticamente pochi minuti dopo. Questo fatto è sintomo allora di una sola cosa: questa è la strada da seguire. Il Chievo, come si è detto questa estate, ha maturato un'esperienza tale che si può permettere di proporsi offensivamente più spesso e con più coraggio, senza chiudersi troppo in difesa e giocare solamente di contropiede. Gli interpreti per questo tipo di gioco ci sono e lo si è visto ieri a Genova, ma possono dare il massimo solamente se messi nella condizione giusta e soprattutto se posizionati nei ruoli naturali. Certo questa non vuole essere una critica a Maran, ma un accorgimento su quanto si è potuto vedere concretamente in campo. Certamente il mister lo sà e probabilmente già dalla prossima partita partirà con la stessa formazione degli ultimi 20' del Marassi, cercando di portarsi a casa quei 3 punti che il Chievo si meriterebbe per ciò che sta dimostrando.