Il mercato si è chiuso ed è ormai tempo di dare un giudizio alle operazioni fatte dal Chievo durante questa estate. Come si è comportata la dirigenza gialloblù quindi? Diciamo, discretamente bene, anche se la sufficienza arriva di poco. La linea guida principale era quella del "ringiovanimento della rosa" ed ora possiamo affermare che sia stata seguita abbastanza alla lettera. Gli arrivi di Gaudino, Gaitano e Pucciarelli ne sono l'emblena, età giovane e, per quanto riguarda gli ultimi due, un buon bagaglio di esperienza, tantochè lo stesso Pucciarelli si sta già inserendo al meglio negli schemi di gioco della squadra. In aggiunta a questi giocatori poi, proprio nelle ultime ore di mercato, la dirigenza clivense ha portato in prestito dalla Fiorentina il difensore serbo Nenad Tomovic, trentenne di sicura carriera che può giocare sia sulla fascia che al centro del reparto arretrato, dando così soluzioni e ricambi maggiori allo stesso Maran. Se il mercato del Chievo fosse finito così, togliendo la mancata cessione di Castro, sicuramente sarebbe stato pienamente sufficiente, ma è proprio negli ultimi istanti che il potenziale "6" si è messo in discussione: spieghiamo il perchè. 

Tutto ruota intorno alla notizia dell'accordo raggiunto con il Napoli per il cartellino di Roberto Inglese, uno dei diamanti e dei punti fermi di questo Chievo, nonchè giocatore in piena forma e crescita, con un futuro che sembrava vederlo come uomo simbolo della stessa squadra. Non c'è da nascondere quindi il concreto rammarico per questa cessione, anche se la partenza effettiva sarà per la prossima stagione, visto che rimarrà a Verona in prestito ancora per un anno. E' proprio quest'ultimo punto che risulta determinante, sia positivamente che negativamente: dipende da come si muoverà nei prossimi mesi la stessa dirigenza. Il reparto attaccanti infatti, tolto Inglese, vede solamente altre due punte centrali di ruolo, l'eterno Pellissier e il nuovo giovane acquisto Stepinski, arrivato nelle stesse ultime ore di mercato dal Nantes, sempre in prestito, sul quale si sono riposte grandi aspettative. Per lui sarà un anno di prova, visto che la maglia da titolare sarà sempre di Inglese, ma sarà altrettanto fondamentale vedere se il giocatore riuscirà a dimostrare di poter essere il degno sostituto di "Bobby" già dal prossimo anno. E'stata una scommessa quella del Chievo, senza ombra di dubbio coraggiosa, sulla quale ci si gioca praticamente tutto il reparto offensivo. Ciò che ci si aspettava però era un profilo in entrata già collaudato, soprattutto se la disponibilità alla cessione di Inglese fosse stata pianificata da tempo. Il fatto che la dirigenza abbia ottenuto dal Napoli l'anno di prestito, potrebbe essere altresì la prova che non ci si aspettasse l'arrivo di una offerta concreta e sostanziosa come i 12 mln dello stesso club partenopeo, optando allora per un "paracadute" di tempo durante il quale cercare un sostituto che possa dare continuità di prestazioni con sicurezza.

Tutto un po' confusionato quindi, che fa del mercato del Chievo un punto nero non indifferente. Tutto potrebbe essere stato scatenato dalla mancata cessione di Castro, scelto forse da Campedelli come uomo "sacrificabile" per ottenere delle entrate cospique, ma questo non è dato saperlo e non è poi di estrema rilevanza. Ci si può quindi definire soddisfatti? Sì e no, dipende da come guardiamo il futuro. Se ci proiettiamo solo a questa stagione, allora si può anche dire che le operazioni fatte siano state più che positive, mentre se guardiamo ad un futuro più lontano, il punto di domanda resta, oltre che qualche rammarico. Prendere tempo però potrebbe essere stata la scelta più saggia, visto che ora l'obbiettivo salvezza è imprescindibile e il Chievo potrebbe tornare prepotentemente sul mercato di gennaio o di giugno prossimo, proprio alla ricerca di una punta centrale di spessore. Voto finale: 6, ma "l'alunno" quest'anno deve promettere di impegnarsi.