Mayday! Mayday! La Juventus è rimasta bloccata nel tunnel! Quale? Quello della Manica! E' lì sotto dalla notte del 3 giugno, e non è ancora tornata da Cardiff! E se non è il Channel Tunnel - come lo chiamano gli inglesi - è sicuramente quello della Champions League. Un male oscuro nel quale spesso ci infiliamo, e dal quale non riusciamo a guarire. Ecco, al Camp Nou ci siamo di nuovo finiti dentro, all'improvviso, quando meno te lo aspetti, proprio com'era capitato in Galles: giochiamo un Signor 1° tempo, con autorevolezza e personalità, poi basta un lampo di Messi, un gol, e - click! - la luce si spegne. E il Camp Nou si trasforma nel Millenium Stadium. Stessi incubi, stessi fantasmi. 

Si può perdere col Barcellona, certo, è capitato a tanti, anche a squadre titolatissime che la Champions l'hanno vinta più volte della Juventus, però non così. Tre gol, che avrebbero potuto essere anche di più (palo di Messi, gol per fortuna in offside di Suarez) e zero fatti, all'esordio nel girone, è una bella mazzata, non neghiamolo. Significa che, anziché migliorare, stiamo tornando indietro. Significa che in questa maledetta competizione non abbiamo fatto progressi e gli "Altri" restano sempre 2 spanne - se non di più - superiori alla nostra squadra. Anche se cedono Neymar. 

E, per favore, non voglio più sentire pronunciare  la solita tiritera del "ci servirà da lezione" perché, a quanto pare, già quella di Cardiff non è servita granché. Di quante lezioni ha bisogno la squadra per capire che in Champions League serve un cambio di marcia, una mentalità diversa, una grinta superiore? Eddai! 

E tu, Allegri, quando gli spiegherai come fare a "non sbagliare le cose semplici" e vincere "partite complicate"? Il medico, caro Masssssimiliano, dovresti essere tu. Nell'intervallo di Cardiff, così come in quello al Camp Nou, eri nello spogliatoio: che gli hai detto? Se poi il risultato è stato, in entrambi i casi, un 2° tempo deprimente? 

Qualcuno di noi si domanda se non servano anche giocatori di un altro livello, e se i Douglas Costa, i Bernardeschi, i Matuidi siano sufficienti a colmare il famoso gap. Se alla prima partita del girone finisce 3-0 per gli altri la risposta istintiva è no, ma da quello che si è visto in campo a Barcellona sembra non lo sia nemmeno il resto della rosa (e non lo credo), a cominciare da Dybala e Higuain: 2 top che in Champions spesso toppano. La migliore occasione da gol l'ha avuta De Sciglio, anziché loro due. Vi sembra normale? 

Al Camp Nou il confronto tra Messi e Paulo è stato impari: il primo ha deciso la partita (2 gol e un palo) il secondo non è sembrato in campo fin quando ter Stegen non gli ha finalmente deviato in corner un tiro (l'unico decente in tutta la gara, e a risultato ormai scolpito). Quando il talento lo si esprime solo con la difesa del Chievo è troppo poco, soprattutto se ambisci al Pallone d'Oro. Mentre, a 30 anni, la Pulga resta un gigante, e la differenza - se sta bene - la fa sempre. Ad aprile scorso la pensavamo diversamente, è vero, ma una rondine non fa primavera: nel calcio serve continuità. Perché un gol a Buffon l'ha fatto pure Ricchiuti, ma chi se lo ricorda? Proprio perché Dybala non è Ricchiuti, da lui ci si aspetta molto di più. Sempre. Altrimenti resterà "un talento", come Cassano. 

Mi sono sfogato. Adesso si gira pagina: nessuna tragedia, però con Olympiakos in casa e Sporting, a Torino e poi a Lisbona, bisogna fare 9 punti. Dopodiché rincontreremo Messi e soci e capiremo se i nostri avranno capito per davvero la lezione.