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  • CM incontra gli Statuto: 'Ultrà capro espiatorio'

    CM incontra gli Statuto: 'Ultrà capro espiatorio'

    • Germano D'Ambrosio

    Più che una semplice band. Gli Statuto, gruppo ska torinese, sono da anni un simbolo per gli ultrà di tutta Italia (non solo per quelli del Toro, categoria a cui appartengono gli stessi membri della band). Basti pensare che nel loro ultimo album di inediti, la title-track È già domenica è dedicata al tifoso laziale Gabriele Sandri, ucciso nel novembre 2007, mentre Un ragazzo come me racconta la storia del parmense Matteo Bagnaresi, deceduto un anno dopo. Calciomercato.com ha intervistato il cantante e leader degli Statuto, Oscar Giammarinaro.

    Oscar, da sempre siete dalla parte dei tanto criminalizzati ultrà. Proprio non si riesce a far uscire stampa e mondo politico dall’equazione tifosi organizzati = delinquenti?

    'Sarebbe ora di uscirne, ma vedo che la criminalizzazione è invece sempre più presente, e anzi è aumentata notevolmente. La Tessera del tifoso, in questo senso, è l'apoteosi della voglia di annullare la passione dei tifosi, di quei ragazzi che vanno allo stadio per condividere esperienze, aggregarsi, divertirsi, scoprire altre città, conoscere altre persone. La categoria degli ultrà, se di categoria si può parlare, è la più criminalizzata in assoluto: tutto questo è disdicevole'.

    Eppure la dura protesta degli ultrà contro la Tessera del tifoso sembra stia scalfendo piano piano le coscienze. Magari anche gli stessi club, vedendo diminuire sempre di più gli abbonamenti venduti, vi appoggeranno e costringeranno la politica a fare un passo indietro...

    'Noi ce lo auguriamo, anche perché il problema è l'informazione: il tifoso normale non capisce quale sia la vera funzione della Tessera, che non ha alcun tipo di efficacia dal punto di vista dell'ordine pubblico, ma è soltanto un'operazione commerciale di tipo bancario. Il controllo dei tifosi infatti è già attivo e molto... efficace da anni, neanche fossimo in uno Stato dittatoriale. Le nostre facce vengono stampate negli uffici della Digos, ci sono telecamere ovunque, ed esistono anche le liste di proscrizione, le cosiddette black list di persone a cui viene negato l'accesso allo stadio. La Tessera del tifoso esula da questa forma di repressione e di controllo dell'ordine pubblico. Il problema è farlo capire a tutti'.

    Il tifo organizzato in Italia, mi pare dunque di capire, è in grande difficoltà.

    'Sicuramente sì. Le nuove leve hanno di fronte un percorso molto più impervio e in salita rispetto a quello che abbiamo avuto noi vent'anni fa. Purtroppo il fallimento del calcio moderno ha trovato come capro espiatorio i tifosi organizzati, ma noi sappiamo che il male del calcio, la causa della sua esplosione, è da ricercare altrove...'.

    Artisti affermati e ultrà del Torino: è difficile far convivere le due anime degli Statuto?
    'Quando non suoniamo siamo sempre in curva, anche nelle trasferte consentite, che purtroppo sono sempre di meno. Purtroppo il fatto che la serie B si gioca di sabato ci penalizza parecchio, è un giorno in cui molto spesso si suona'.

    Nell'album live Undici, uscito un mese fa, c'è anche la partecipazione dell'ex bomber granata Paolo Pulici: com'è nata l'idea?

    'Negli anni '70, quando io giocavo nelle giovanili del Torino, lui si allenava con la prima squadra al Filadelfia. Altri tempi, ovviamente allora non ci conoscevamo: io lo vedevo come un idolo, come del resto lo vedo ancora oggi. Nel 2005 abbiamo scritto una canzone dedicata a Pulici che si chiamava Facci un gol, e lo abbiamo invitato a fare il protagonista del videoclip: a lui il brano è piaciuto molto, ed ha accettato. Nel febbraio scorso, dato che non suonavamo da sette anni a Torino per nostra scelta, volevamo tornare a farlo in maniera originale, creando un evento unico. E farci accompagnare sul palco da Pulici, che per noi tifosi del Toro è un mito assoluto, è stato motivo di grande soddisfazione'.

    Tornando all'attualità: ultimamente non avete risparmiato critiche feroci verso Urbano Cairo attraverso il vostro blog e varie interviste. Si preannuncia dunque un altro anno difficile per il Torino?

    'All'inizio, in realtà, noi eravamo entusiasti del presidente: abbiamo accolto il suo arrivo in maniera trionfale, abbiamo creduto a quello che ci ha raccontato, ma ormai credergli è diventato impossibile. Io ovviamente da tifoso mi auguro che il Toro vinca tutte le partite e ritorni in serie A, ma purtroppo la figura di Cairo al momento preclude tutto ciò. Noi continuiamo a sperare che passi la mano quanto prima'.


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