Lunga intervista di Andrea Conti alla trasmissione radiofonica "105 Mi Casa" su Radio 105 condotta da Max Brigante. Questo quanto raccolto da Milanews

SULLA NON PRESENZA AL DERBY - "Rosico troppo per non poter giocare il derby, non riesco a definirlo...ma queste cose fanno parte del mestiere. Vedo tutti i miei compagni che si allenano tutti i giorni a preparare la partita, io sono lì sul lettino a curarmi, mentre loro preparano la partita".

SUL POST OPERAZIONE - "La riabilitazione è il periodo più palloso, quello più doloroso è relativo ai 15 giorni dopo l'operazione, non potevo muovermi, anche per fare la doccia avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse. Ma ora il difficile è passato".

SULLE SUE CONDIZIONI - "I dottori hanno detto che va tutto alla grande e va meglio rispetto al previsto".

SULLE MAGLIE DA CALCIO - "Tendo sempre a scambiare la maglia con giocatori con cui ho scambiato la maglia o con cui ho giocato, ma un pezzo forte che ho è la maglia di Buffon, scambiata lo scorso anno dopo avergli segnato. Quelle dei grandi giocatori sono quelle più gettonate. Dopo l'intervista tra primo e secondo tempo gli ho chiesto se potessimo scambiare la maglia e ha accettato".

SULLA SUA CRESCITA - "Da piccolo ho sempre pensato soprattutto a divertirmi, poi gli addetti ai lavori hanno pensato tante cose belle su di me. Dai primi anni di Primavera non ci credevo molto, poi dopo le prime stagioni da professionista ho capito di poter valere".

SUL SUO PASSAGGIO AL MILAN -"Non è stato facile lasciare l'Atalanta, sono cresciuto lì ed è stata come una famiglia, ma il Milan è il sogno di una vita e non potevo perdermelo".

SUL RECUPERO - "Sono sei mesi, ma ci si può mettere di meno, rosicchiando qualche giorno".

SULLA CANZONE CHE LO LEGA A UN RICORDO - "C'è quella dei White Stripes, Seven Nation Army, per la vittoria del Mondiale 2006. Avevo 12 anni, l'avevo seguita a Lecco e sono andato in strada a festeggiare. Per Conti la Nazionale era un sogno da bambino, ora piano piano mi sto togliendo soddisfazioni. La maglia della Nazionale è un motivo d'orgoglio incredibile. La canzone mia e della mia ragazza è "Morirò d'amore" di Jovanotti. Ascolto tanto rap italiano, e sto ascoltando tanto "Lamborghini" di Gué Pequeno, sono stato anche al suo concerto l'anno scorso a Milano".

SULLA PARTECIPAZIONE AL MONDIALE - "Ci credo, i tempi di recupero sono stimati attorno a metà febbraio: c'è qualche partita per dimostrare che ci posso essere, dipende tanto da me e ci credo".

SUL GOL A CUI E' PIU' LEGATO - "Il gol che ho segnato l'anno scorso proprio contro il Milan che ha qualificato l'Atalanta in Europa è stato decisivo e poi mi piace molto il gol che ho fatto in rovesciata l'anno scorso a Genova che è il più bello dal punto di vista tecnico. Capita anche che segno in allenamento, si".

DERBY AL MEGLIO - "Quando fanno le riunioni non faccio parte ma per la partita sarà lì. Il derby non è una partita come le altre, lo sanno già loro quello che dovranno fareperchè ci son giocatori che ne hanno giocati tanti. Sono positivo, ho visto i ragazzi bene e speriamo in bene. Si, andò giù negli spogliatoi, per forza!"