Eccolo qui il primo bidone conclamato della ditta Corvino&Freitas per la stagione 2017-18. Si chiama Vitor Hugo, si porta addosso un nome impegnativo che rimanda a uno fra i più grandi scrittori nella storia della letteratura mondiale, e in effetti tutto ciò ha un senso. Perché fin qui la sola cosa notevole fatta dal difensore centrale brasiliano, da quando è approdato alla Fiorentina, è stata la firma sul contratto che lo lega al club viola per quattro anni. Con opzione sul quinto. E già, meglio essere previdenti e ortarsi avanti col lavoro, quando si ha fra le mani fenomeni di tal foggia. Tanto più se pagati un prezzo di tutto rilievo, per quelli che sono i parametri della Fiorentina.

Conosceremo la cifra esatta soltanto quando la società viola presenterà il bilancio annuale, dunque per il momento ci si può basare sulle voci giornalistiche (mai smentite dalla società viola) che parlano di 8 milioni. Anche 9, secondo alcune versioni. All'incirca la cifra che a gennaio 2016 la società dei fratelli Della Valle e del ragionier Cognigni non volle sborsare per portare in viola l'argentino Emmanuel Mammana, stesso ruolo di Vitor Hugo ma cinque anni di meno all'anagrafe. Erano i giorni in cui la prima Fiorentina di Paulo Sousa occupava le prime posizioni della classifica, con l'allenatore portoghese che chiedeva insistentemente un paio di rinforzi per giocarsi ogni chance possibile nella corsa a una piazza da Champions League. La società giudicò troppo caro il difensore (allora in forza al River Plate, adesso allo Zenit San Pietroburgo), e la vicenda si risolse in modo grottesco con scambio d'accuse fra i due club a chi stesse tirando di più sul prezzo.

In compenso, assieme a altri fenomeni come Kone e Tino Costa, per la difesa giunse il "rinforzo" Benalouane. Arrivato rotto da Leicester e rotto rispedito a Leicester cinque mesi dopo, senza aver mai messo piede in campo. Si era negli ultimi mesi della gestione Pradé, e di lì a poco sarebbe stata costituita la ditta Corvino&Freitas, il più fiorente bidonificio nella storia del calcio mondiale. A questa coppia è stato concesso di spendere gli 8 o 9 milioni che non fu concesso spendere al loro predecessore. Per portare a Firenze un calciatore di 26 anni, età nettamente fuori scala per approdare in un grande campionato europeo senza aver mai messo piede fuori dal Brasile. Ma il vero capolavoro è stato aver preso un difensore centrale mancino per fare il paio con un altro mancino già titolare da due stagioni, Astori. Una mossa che nemmeno il più asino dei fantacalcisti compierebbe. E a proposito di questo dettaglio sui due mancini al centro della difesa, circola nell'ambiente una leggenda metropolitana. Indimostrabile come tutte le leggende metropolitane e dunque non riferibile. Ci si limita a dire che una coppia di calciomercato formata da Gaspare&Zuzzurro brillerebbe per sapienza calcistica suprema, al confronto.

Quanto abbia funzionato il duo dei mancini al centro della difesa viola, si è visto alla prima campionato contro l'Inter. Allorché Astori giocò male, ma in compenso Vitor Hugo fece pena. Dopo quella gara il brasiliano costato fra gli 8 e i 9 milioni è panchinato fisso, sostituito dall'argentino Pezzella. Che è stato preso in fretta e furia dal Betis Siviglia, e che di sicuro un fenomeno non è, ma almeno usa il destro. Così vanno le cose in casa viola sotto la gestione della ditta Corvino&Freitas. E in attesa di illustrare tutta la galleria del bidonificio 2017-18 (la lista è lunghissima, e a ciascuno bisogna concedere il diritto di fallire in santa pace le proprie chance), merita di mettere in rilievo alcuni dettagli relativi al trasferimento del brasiliano. Quello che, secondo il solerte Luca Calamai (Gazzetta dello Sport, 8 agosto 2017: carta canta), "Corvino [ha] studiato un mesetto prima di staccare l'assegno, sicuro di aver trovato il centrale che cercava da un anno". Ci ha messo un anno per trovare uno così, parola di Calamai. Per la serie: dagli amici mi guardi Iddio. A ogni modo, il giocatore viene dal Palmeiras, ma in realtà era controllato da Crefisa. Che è una società finanziaria, una delle più grandi compagnie brasiliane nel settore del credito al consumo. Equivalente di Findomestic, per intenderci.

Fondata da José Roberto Lamacchia, Crefisa è a capo di un gruppo che dal 1988 controlla anche la Faculdade das Americas, neonato centro d'alta formazione con sede a San Paolo e ambizioni di diventare un punto di riferimento internazionale. Lamacchia è un grande tifoso del Palmeiras. Ma chi in famiglia si occupa del club verdão è la signora Leila Mejadalani Pereira, la moglie di Lamacchia, diciotto anni più giovane del marito. La signora Leila ha preso il comando del Palmeiras sin dal momento in cui Crefisa ha comprato il club da Paulo Nobre. Che come proprietario aveva adottato una linea di condotta ormai alla moda: prestava denaro al Verdão e se lo faceva restituire a tassi d'interesse di tutto rispetto. Ma sarebbe errato pensare che, col passaggio sotto le insegne di Crefisa, le cose per il Palmeiras siano migliorate. Perché la finanziaria usa uno stile proprietario che sconfina apertamente nelle TPO. Crefisa finanzia l'acquisizione di calciatori per il club, e si riserva una quota dei diritti economici. E fra questi, come si può leggere a pagina 22 del bilancio del club al 31 dicembre 2016, c'è anche Vitor Hugo. Il 50% dei suoi diritti è sotto il controllo di "terceiros". Il bello è che si tratta di documenti pubblici e scaricabli dal web. Accessibili anche alla Fifa, che invece continua a dormirci sopra. Quanto alla coppia Corvino&Freitas, per loro il problema non si è minimamente posto. E poi, per accaparrarsi un fenomeno così ci può anche stare una sana dose di cinismo.

@pippoevai