Crotone-Inter 0-2

Cordaz 6: incolpevole sulle reti avversarie. Arrabbiato, come tutti, per il risultato.

Sampirisi 6: contro ha Perisic, il nerazzurro più in forma di questo spezzone di campionato, ma non si fa impressionare. Spegne la luce solo nel recupero.

Ajeti 7: muro difficile da aggirare. Icardi viene letteralmente sovrastato dall’albanese. Solo un
problema fisico rovina il suo pomeriggio di gloria.

(dal 66’ Cabrera 5,5: poco reattivo nell’azione del vantaggio nerazzurro. La punta beffarda di Skriniar frega lui e tutta la sua squadra).

Ceccherini 6: attento e, per buoni tratti, ordinato. Gode, più di tutti, dell’ottima prova del compagno di reparto Ajeti. Cede nel finale.

(dall’84’ Tumminello s.v.)

Martella 6: offendere e difendere contro un cliente scomodo come Candreva non sarebbe stato facile per nessuno. Riesce a limitarlo senza affanni per tutto l’incontro, sfiorando anche il gol.

Rohden 6,5: a tutto campo. Dopo le prime uscite opache, lo svedese decide di riprendere motorino e polmone d’acciaio, percorrendo in lungo e in largo il rettangolo verde dello Scida. L’ostacolo, però, è sempre quello: Handanovic.

(dal 72’ Faraoni 5,5: ha poco tempo a disposizione. Si mette largo sulla destra senza incidere).

Mandragora 6: costruire e ripartire, questo gli ha chiesto Nicola. Si francobolla su Joao Mario per tutti i 90 minuti. Grande personalità.

Barberis 5,5: nella prima frazione perde una palla sanguinosa che dà il la a un contropiede (infruttifero) nerazzurro. In generale, meno vispo rispetto ad altre uscite anche se la marcatura su Borja Valero funziona.

Stoian 6: cresce col passare dei minuti. A fiammate, come il suo talento.

Tonev 6,5: messo in campo quasi a sorpresa, si rivela ‘IL’ vero e proprio rompiscatole del match per la retroguardia meneghina. Ci vuole tutta la classe di Samir Handanovic per negargli la gioia della rete.

Budimir 5: il copione è sempre quello: sgomita, lotta, si fa in quattro per i suoi. Da un attaccante, però, ci si aspetterebbe anche il gol.
 

All. Nicola 6,5: l’incredibile vittoria della scorsa stagione, che lanciò i suoi verso la salvezza, non si ripete. L’Inter si rifà con gli interessi, visto com’è maturato il risultato.  Muove le sue pedine meglio di Fischer contro Spasskij, piazzando Mandragora e Barberis su Joao Mario e Borja Valero, le fonti di gioco interiste. Fa passare le pene dell’inferno al dirimpettaio Spalletti, ma non ne raccoglie i frutti. La strada, comunque, è quella giusta.