SARDO INDIGESTO. Non ce ne vorrà Madonna, ma per il Crotone La isla bonita non è certo la Sardegna. In appena quattro precedenti sotto l’egida della bandiera dei “quattro mori”, i pitagorici hanno raccolto altrettante sconfitte e caterve di gol, dodici per l’esattezza. E’ ancora vivo e fulgido il ricordo del 2-1 rimediato lo scorso ottobre al Sant’Elia, poi bissato anche nella gara dello Scida nel ritorno. Rossoblù calabresi che, per forza di cose, dovranno essere lontani parenti di quelli del doppio confronto della passata stagione anche perché, con un’ulteriore debacle, la classifica comincerebbe a piangere già a metà settembre. La squadra di Rastelli non ha ancora fatto punti in questo campionato ma ha già affrontato Juve e Milan uscendone, in entrambe le occasioni, a testa alta. E’ vero, non ci sarà più Borriello, ma si potrà comunque contare sulla voglia di riscatto di Pavoletti; non si potrà far affidamento sull’esperienza di Bruno Alves, ma su quella di Van der Wiel sì però; il talento di Joao Pedro invece no, quello è sempre lì: un organico, insomma, mutato fortemente nella forma ma non nella sostanza. Se ce ne fosse ulteriore bisogno, l’impresa di ritornare nel continente con un po’ di punti verrà resa ancor più difficile dall’impianto in cui verrà disputato il match, la nuovissima Sardegna Arena, costruita nelle pertinenze del vecchio Sant’Elia e pronta a ospitare la passione e il calore di circa 16.000 cuori sardi. Chi di stadio ferisce, di stadio perisce?

GATTOPARDISMO. In attesa che il verdetto del campo si pronunci sulle tante, forse troppe, scommesse di quest’ultimo calciomercato pitagorico, Nicola può sbizzarrirsi, almeno tatticamente. Una varietà così ampia di scelta non l’ha potuta vantare nessun altro ex allenatore rossoblù, neanche negli anni delle serie minori. Si partirà, come ovvio, dal consueto 4-4-2 ma la duttilità di uomini come Pavlovic, Faraoni o Rohden potrebbe ispirare, in corso d’opera, un passaggio al 3-5-2, con l’inserimento di un centrale difensivo, o a un più offensivo 3-4-3, liberando Trotta e Stoian da forzosi obblighi di copertura. I pieni recuperi di Kragl e Tonev per la partita di domenica, inoltre, non possono che rappresentare delle frecce in più nella faretra del tecnico. All’appello mancheranno solo gli acciaccati Izco e Nalini, che pur avrebbero fatto comodo nella trasferta sarda. Abituiamoci, sin da subito, a vedere schieramenti e nomi diversi domenica dopo domenica, senza però rinunciare alla propria identità: se si scende in campo, sempre e comunque, per giocare a calcio il modulo e gli interpreti sono delle variabili di limitato conto.  Molte delle fortune di questa stagione passeranno, perciò, dalla capacità di sfruttare l’inclinazione al cambiamento e all’adattabilità di molti degli uomini a disposizione. “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”, se non avessi letto il Gattopardo giurerei di averla udita dalla bocca di Nicola.