BINOMI VINCENTI. Tutti starete pensando a Trotta e Budimir, ovvio. Uno ha messo prima l’assist per il compagno e poi ha siglato il decisivo gol del raddoppio, rubando ferocemente palla all’avversario; l’altro, ha aperto le danze per una vittoria meritatissima, regalandosi la prima gioia personale in A dopo le infinite botte, che dà e prende, durante ogni gara. Come non decantare le loro lodi oggi, d’altronde hanno deciso il match. Eppure vorrei soffermami su un altro duetto affiatato, il cui “lavoro sporco” è stato preziosissimo per portare a casa i tre punti con la Fiorentina: mi riferisco alla coppia di esterni alti Stoian-Nalini. La capacità di supportare l’azione offensiva, mista alla propensione al ripiegamento in fase di non possesso ha portato la squadra di Nicola ad avere, in molte occasioni, due “uomini ombra” in più in ogni reparto. Terzo e quarto quando il Crotone attaccava, quinto e sesto di difesa quando i pitagorici hanno subito l’incedere viola. I movimenti a “elastico” dei due hanno permesso di essere spregiudicati in fase offensiva e coperti quando c’era da proteggere il risultato. E’ chiaro che qualcosina è mancata in termini di lucidità, specialmente quando c’era da piazzare l’ultimo passaggio, quello in grado di mettere l’attaccante davanti alla porta, ma alla lunga si registreranno miglioramenti anche sotto questo aspetto. Ottime risposte anche dall’inedito duo difensivo Ceccherini-Simic. Solidi, precisi e attenti: un plauso soprattutto all’ex Milan, alla quarta in A, ma già abbastanza maturo da non perdere la testa nel finale a causa di un duello scorbutico con Babacar. Il sangue freddo ceco ha dato sicuramente una grossa mano.

VERETOUT, QU'EST-CE QUE TU FAIS! Lo Scida non dorme mai sonni tranquilli. Dopo la linguaccia di Spalletti, i cori razzisti rivolti a Mihajlovic, ci ha pensato il francese Veretout a minare l’euforia dei tifosi pitagorici. Alla fine della partita, l’obiettivo indiscreto di uno smartphone riprende il centrocampista viola avvicinarsi minacciosamente a un giovane raccattapalle di casa, colpevole, secondo il transalpino, di aver ritardato più volte durante il match la consegna della sfera di gioco al fine di far scorrere il cronometro. Solo il pronto intervento delle Forze dell’Ordine ha evitato che il calciatore venisse a contatto col malcapitato. Passi la trance agonistica, passi la frustrazione per la sconfitta appena subita, ma prendersela con un ragazzo che non ha colpe no, mi sembra veramente scorretto. Un gesto riprovevole, che se dovesse passare impunito non farebbe onore né alla gloriosa storia della Fiorentina né alla credibilità della Procura Federale della FIGC. Caro Jordan, l’essere professionista lo si dimostra anche dalla misura delle proprie reazioni.