FORTINO SCIDA. Nei quattro Vangeli canonici della Cristianità (Matteo, Marco, Luca e Giovanni), Gesù sintetizza le difficoltà di trasmettere la Parola di Dio ai suoi conterranei, i nazareni, con la locuzione latina nemo propheta in patria. «Nessuno è profeta nella propria patria» o per incomprensioni o per invidia di chi appartiene al medesimo contesto sociale. L’asserzione, al momento, sembra non valere per il Crotone che con i quattro punti conquistati in casa, in altrettante partite disputate tra le mura amiche, ha la necessità e il dovere di costruire la propria salvezza allo Scida. La storia rossoblù parla chiaro: le promozioni dalla C alla B, le permanenze in serie cadetta e persino lo storico passaggio in A, hanno avuto come minimo comune multiplo l’imposizione all’avversario del fattore campo. E’ ancora nitido il ricordo del terribile periodo d’esilio a Pescara che ha reso ancor più complesso il processo d’inserimento in A dei pitagorici la passata stagione; com’è altrettanto chiaro che il Crotone ha cominciato a costruire il miracolo salvezza nel momento in cui lo Scida ha smesso di essere terra di conquista. La chiave, perciò, è sempre quella: fare punti in casa, sin da subito, sin dal Torino. Uscire con la pancia piena dal confronto coi granata darebbe, oltre allo strappo in classifica, una bella iniezione d’orgoglio a Nicola&co., per ora in positivo solo contro neo promosse. L’aria di casa, si sa, fa venire fame (di punti).
 
LA STRANA COPPIA. L’assenza del “gallo” Belotti (3 gol in due match lo scorso anno ai calabresi) non tragga in inganno, le frecce all’arco di Mihajlovic sono tante e tutte affilate. Si prevedono lavori straordinari per il pacchetto arretrato e per almeno ¾ del centrocampo visto che, nonostante la mancanza del bomber azzurro, il Toro non rinuncerà ad attaccare con i consueti quattro uomini. Della mediana pitagorica l’unico leggermente esautorato da compiti di copertura sarà Stoian, al quale si chiederà comunque uno sforzo maggiore in zona gol. Il gol appunto, questo (quasi) sconosciuto per il Crotone; i dubbi per Nicola sono tutti lì. Tra infortuni e scelte tattiche, in queste prime sette giornate di campionato i rossoblù non sono mai scesi in campo con la stessa coppia d’attacco, un ostacolo in più verso la via della rete. Contro la Spal, però, Nalini e Simy si sono mossi molto bene e domenica potrebbero essere confermati, vincendo la concorrenza del recuperato Budimir e dell’altalenante Trotta. Proprio loro, dunque, Nalini e Simy, inediti e strani ma sempre decisivi: due comparse che si accendono improvvisamente diventando attori protagonisti stupendo tutti, anche loro stessi a volte. Il nigeriano ha regalato pochissimi gioie, ma tutte pesanti; il ragazzo di Isola della Scala, invece, ha deciso il match salvezza contro la Lazio, il più importante della storia pitagorica, tornando poi nell’anonimato. Solo dei pazzi si fiderebbero di due così.