Da VivoPerLei
​Rammemorator's scrive:


Voi preferireste essere ricordati per la posizione o i risultati ottenuti o per l'impegno profuso, per i momenti e le emozioni che avete regalato alle persone?
Io non sono un risultatista convinto. Per me vincere è molto importante, ma non è l' unica cosa che conta.
Personalmente considero questa massima similmente a quella del maestro Yoda, "fare o non fare, non c'è provare". È logico che non si possa fare senza provare, come non si possa vivere di soli risultati, perché è impossibile vincere sempre. Ma queste frasi sono delle iperboli, accentuano l'attenzione sull'atteggiamento che bisogna avere, cioè cercare sempre e comunque di vincere, contro ogni difficoltà. D'altronde, come dice Federico Buffa, "chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio".
Difatti praticando e osservando questo sport, ho notato che è capace di tirare fuori la natura stessa delle persone e di rivelare parte dell' essenza dell' esistenza, come se fosse una parabola del nostro travaglio. A volte nella vita non si ottiene quanto meritato e ciò succede pure sui campi da calcio. Limitare il football unicamente alle vittorie conseguite è un calcolo freddo e arido, a volte gli almanacchi mentono.
Mi viene in mente la nazionale di Antonio Conte, capace di battere la Spagna e di costringere la Germania campione del mondo a snaturare la propria formazione per battere una squadra decisamente meno dotata della loro. Ho visto poche selezioni con tale agonismo, impegno e attaccamento alla maglia. La nazionale di Conte ha dato tutto, eppure non è bastato. Quella squadra avrebbe meritato di più.
Mi viene in mente la Juventus di Marcello Lippi, uno schiacciasassi che ha fatto scuola, capace di vincere su qualsiasi campo, tanto da essere presa a modello da un certo Sir Alex Ferguson. Eppure quella squadra ha raccolto meno di quanto avesse seminato. La Juve dovrebbe avere qualche coppa in più.
Mi viene in mente Roberto Baggio, giocatore di una classe immensa, attaccatissimo alla maglia azzurra, ma decisamente sfortunato, per i guai fisici e per essere uscito ai mondiali per tre volte ai rigori. "Il divin codino" ha segnato i penalty sia nel 90° contro l'Argentina, sia nel 98° contro la Francia, ma ha sbagliato proprio in finale contro il Brasile, partita che ha giocato da acciaccato. Eppure Roby, per il calciatore che è stato, avrebbe meritato di più. Son persuaso del fatto che a Baggio e all' Italia manchi un mondiale.
Barzagli, piangendo, ha detto che nessuno si ricorderà della nazionale di Conte, come se fosse il destino di chi viene sconfitto.
È vero, la storia la fanno i vincitori, ma gli sconfitti non...CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE E PER COMMENTARE