Southampton è una città dove è concesso sognare, dove la mente raramente condivide la posizione fisica del corpo. Da lì infatti, fino alla prima metà del '900, partivano gran parte dei transatlantici (vi dice qualcosa il Titanic) diretti verso l'America, carica di persone pronte a scrivere una nuova pagina della loro vita. Da Southampton si salpava verso il Nuovo Mondo, culla di nuove speranze, pronto ad offrire una seconda chance a chi ne ha bisogno o a far volare definitivamente chi aspetta solo la spinta giusta. E' con questo entusiasmo che Gaston Ramirez ha raggiunto la città inglese nel 2012: l'effigie di nuovo crack del calcio uruguaiano, il futuro della Celeste. Quando però i sogni non seguono la traiettoria che si vorrebbe, bisogna essere bravi a rimettersi ugualmente in carreggiata. Southampton aiuta ancora Ramirez, dandogli la possibilità di ripartire dalla Sampdoria. 

BOLOGNA E GOL - Quando si nasce in Uruguay e si ama il calcio (e come non farlo?), il sogno è quello di giocare nel Peñarol. Ambizione anche di Gaston Ramirez, nato a Fray Bentos nel dicembre del 90'. Un talento non comune, concentrato nel piede sinistro, l'accessorio dei più grandi. Nel 2009, a 19 anni, arriva, dopo essersi fatto notare nelle giovanili, l'esordio in prima squadra. Dopo i 6 gol in 20 partite che aiutano il Peñarol a vincere il campionato di Clausura 2010, il suo nome finisce nel taccuino di Carmine Longo, direttore sportivo del Bologna. 3 milioni bastano a strappare il sì del Peñarol e così Ramirez sbarca in Italia. In due anni di Serie A mette insieme 58 presenze e 12 gol; capace di giocare in tutte le posizioni d'attacco, è a ridosso delle punte che Ramirez dà il meglio di sè, dove può mettere in luce tutto il suo talento mancino. Tecnica e forza fisica accompagnano uno dei Bologna migliori degli ultimi anni, capace di andare a vincere 2-0 a Torino contro la Juventus. Inter, Milan e Roma aprono una vera e propria asta per lui, ma alla fine è il Southampton ad avere la meglio nell'ultimo giorno di mercato per 15 milioni. 

TO PREMIER AND BACK - Ramirez arriva in una squadra che come lui è pronta a fare il salto di qualità. Nella prima stagione inglese 26 presenze e 5 gol, e il classico senso di poter fare qualcosa di più. L'anno dopo però un grave infortunio ne limita il minutaggio e di conseguenza il posto in squadra. A Southampton perdono fiducia in lui e, nuovamente all'ultimo giorno di mercato, passa in prestito all'Hull City. Cambia lo scenario ma non il copione, Ramirez non convince. Torna alla base per rilasciarla nuovamente verso il Middlesbrough, che, dopo essere tornato in Premier League, spera nei suoi gol per salvarsi. A fine stagione il Boro finisce però in Premiership e Ramirez capisce che il sogno inglese è finito. Quando si è tristi, è naturale il bisogno di tornare dove si è felici. E il sorriso per Ramirez ha il tricolore italiano della Serie A: lì lo vuole la Sampdoria di Ferrero, che dopo aver perso Muriel e Bruno Fernandes vuole ripartire proprio da Ramirez, convinto anche dall'amico Torreira, anche lui di Fray Bentos. Maglia numero 10 e di nuovo il ruolo da trequartista sotto la guida di Giampaolo, uno che sa sempre come far rendere i propri giocatori. Ramirez è pronto a rinascere, alla fine le navi verso l'America partivano anche da Genova. 


@MattSerra5