Qualcosa non funziona, qualcosa non va. L'inizio di stagione della Roma non è stato memorabile, dal punto di vista dei risultati (una vittoria, un pareggio e una sconfitta tra campionato ed Europa) e soprattutto del gioco. In molti nella Capitale hanno puntato il dito contro Eusebio Di Francesco, il profilo scelto dalla società per sostituire l''antipatico' Spalletti, da qualcuno già frettolosamente etichettato come "allenatore non all'altezza della piazza". Critiche, considerando il nuovo progetto, i molti volti nuovi e l'inizio in salita (Inter in campionato e Atletico Madrid in Champions) forse premature, arrivate dai tifosi ma anche da chi lavora per la Roma, di chi dovrebbe difenderla portarla in alto. 

SPALLE LARGHE - Nel post partita della sfida dell'Olimpico contro i Simeone boys il primo a sbottare è stato Dzeko, il quale ha criticato l'atteggiamento offensivo della squadra. Quel "mi arrivano pochi palloni" è sembrato un messaggio chiaro a DiFra, al di là della retromarcia arrivata ieri ("Nessuna critica al tecnico, giuste le sue idee" ha scritto il bosniaco). L'ex Manchester City è scontento, come lo è il presidente James Pallotta, che si è trincerato dietro a un significativo "Non sono felice del risultato, avrei un paio di cose da dire", queste le frasi riportate dalla stampa romana. Di Francesco è un allenatore talentuoso, sa quello che vuole e sta lavorando per mettere sul campo la sua filosofia, ma tutto questo non basta per sfondare. A Roma vogliono tutto e subito, bisogna avere le spalle larghe per andare avanti, per resistere alle critiche. Che possono arrivare anche da chi da sta dalla stessa parte del fronte.