Le sconfitte pesano meno, i successi vanno ponderati. Non è facile decifrare il cammino protetto dell'Under 21 azzurra verso l'Europeo di casa. Solo amichevoli, nemmeno di altissimo livello se si esclude l'esordio del primo settembre contro la Spagna. E a Toledo è finita male, un netto ko (3-0) arrivato 24 ore prima della disfatta azzurra al Bernabeu. Poi tre vittorie, anche abbastanza nette e convincenti: 4-1 alla Slovenia, il roboante 6-2 rifilato a Budapest all'Ungheria, poi ancora un poker al Marocco (4-0) il 10 ottobre a Ferrara. Tra i marcatori spiccano Cutrone con quattro gol, Chiesa a quota tre, due sono i centri di Orsolini. Numeri importanti, sempre però da interpretare: si è giocato senza i tre punti in palio. Nessun brivido. 

IL MAESTRO - Abituarsi a vincere aiuta, ma l'attenzione resta rivolta principalmente alla crescita complessiva. Alle prestazioni. Forse per questo Di Biagio ha voluto organizzare per questo pomeriggio un'amichevole contro il Pescara. Il suo rapporto con Zeman è speciale. A Foggia, tre anni insieme, il boemo lo perfezionò mediano d'impostazione per poi portarlo con sé a Roma qualche anno dopo. "Zeman mi ha fatto capire il valore di un gioco offensivo, coraggioso, non speculativo", ha dichiarato di recente il Ct degli azzurrini. "Insegnava, trent’anni fa, il calcio che si pratica ora. Non ha vinto tanto, ma ci sono allenatori che vincono scudetti e altri che fanno crescere il valore dei giocatori che scoprono e formano". 

L'OBIETTIVO - L'amichevole contro gli abruzzesi varrà quindi per Di Biagio come un pomeriggio di aggiornamento professionale. Crediti formativi. Le prove generali della quinta uscita ufficiale, mercoledì a Frosinone contro la Russia. Il coefficiente di difficoltà si alza, ma sempre senza gli stimoli delle sfide che contano. Nel torneo di casa del 2019 Di Biagio avrà l'opportunità di giocare su due tavoli. Certo, gli si chiederà di provare a vincere. Lo impone l'organizzazione casalinga e la qualità di un gruppo con buone qualità e margini di miglioramento. Ma l'obiettivo minimo, il più realistico, sarà entrare tra le prime quattro per qualificarsi ai Giochi di Tokyo. Un target raggiungibile, al netto del livello oggi superiore di Spagna, Inghilterra e Germania

SENZA APPELLO - Evidentemente in Figc Di Biagio piace. Plasmato in otto anni a Coverciano, ispira fiducia per i metodi di lavoro e il rassicurante profilo di allenatore federale. Altrimenti non gli sarebbe stata concessa una terza chance. Risultati alla mano, viene da due innegabili fallimenti. All'Euro 2015 in Repubblica Ceca è stato eliminato già nella fase a gironi. Quella squadra - senza prendere in prestito nessuno dalla Nazionale di Conte (El Shaarawy, De Sciglio, Verratti) - poteva comunque fare affidamento su Belotti, Berardi, Sturaro, Benassi, Rugani, Romagnoli, Zappacosta. Non proprio poca roba, ma le Olimpiadi di Rio rimasero un miraggio. Relativamente meno inglorioso, qualche mese fa a Cracovia, il ko in semifinale. Troppa la distanza dai fenomeni spagnoli di un gruppo che però comunque poteva contare su Donnarumma, Caldara, Conti, Gagliardini. I due bienni, ovviamente, vengono rivalutati se si guarda con filosofia zemaniana alla crescita dei giocatori. Magari in prospettiva Nazionale maggiore. Ragionamenti di ampio respiro, ma è arrivato il momento di raccogliere i frutti. La leggerezza di questa lunga fase preparatoria avrà come contrappasso il peso di dover far bene a tutti i costi tra poco meno di due anni.  L'Under del biennio in corso, insieme al suo allenatore, verrà valutata solo per i risultati.