In attesa di capire quello che succederà per quanto riguarda il bando della  Serie A per le prossime tre stagioni, un nuovo accordo può rivoluzionare il mercato dei diritti tv. Come riporta Calcio e Finanza, infatti, Tim e Mediaset hanno trovato un accordo per la trasmissione di una parte degli eventi coperti dal Biscione su Timvision.

ACCORDO DA 400 MILIONI - L'intesa è stata trovata per una cifra di 400 milioni di euro e riguarderà le prossime cinque/sei stagioni, durante le quali sarà possibile seguire Serie A e altri eventi calcistici (sempre più probabile l'acquisizione da parte di Mediaset anche del Mondiale 2018) sulla piattaforma Tim. 

CONFLITTO D'INTERESSE - Vivendi ha un conflitto di interesse sulla questione. Il gruppo guidato da Arnaud de Puyfontaine, che è anche presidente esecutivo di Telecom, è da un parte il primo azionista di Telecom e dall'altra il secondo socio di Mediaset (con il 28,8%), dopo la famiglia Berlusconi (39,5%). In pratica, Vivendi sta usando le risorse di Telecom per sistemare un'altra partita: il contenzioso aperto con Mediaset per il mancato acquisto di Premium. Come si legge su La Repubblica in edicola oggi, la questione non solo è palese, ma è confermata dalla coincidenza delle tempistiche: Telecom, probabilmente, firmerà l'accordo per acquistare i contenuti di Mediaset giusto un secondo prima che Vivendi firmi un accordo tombale con i Berlusconi. Non a caso fonti vicine alla trattativa confermano che le distanze tra Cologno Monzese e Parigi si stanno accorciando. In queste ore gli avvocati di Mediaset e Vivendi si sarebbero accordati su una cifra di risarcimento, che i francesi accettano di corrispondere agli italiani per non aver rispettato il contratto del 2016 in cui si impegnavano ad acquistare Premium, valutandola 760 milioni. Fonti vicine all'operazione sostengono che parte del risarcimento potrebbe essere pagato in azioni, per alleggerire Vivendi di quel 18,8% del capitale che l'Agcom ha congelato. Mediaset, che possiede il 3,8% di azioni proprie, è stata autorizzata a ricomprare fino al 10% del capitale, quindi può ricevere da Vivendi un pagamento in natura fino al 6,2% del capitale. I dettagli saranno definiti nei prossimi giorni: l’obiettivo è quello di firmare un accordo entro l’udienza del 19 dicembre. Prima di allora, l’assemblea di Mediaset del 15 dicembre avrà blindato la governance di Cologno: inizialmente era stata convocata per modificare lo statuto in chiave anti Vivendi, ma ora la riforma potrebbe servire a riformulare la composizione del consiglio facendo spazio ai francesi, grazie all’introduzione della lista dei manager.