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  • Psg-Chelsea, the clash of the cash: analisi economica e finanziaria della super sfida di Champions

    Psg-Chelsea, the clash of the cash: analisi economica e finanziaria della super sfida di Champions

    Calciomercato.com ha chiesto all’Avv. e Agente Fifa Jean-Christophe Cataliotti, esperto di diritto calcistico e titolare dei corsi di Reggio Emilia per osservatori di calcio e agenti dei calciatori (per info si rimanda al sito www.footballworkshop.it), e al Dott. Tommaso Fabretti, laureato in Economia e Management presso l’Università Politecnica delle Marche, di analizzare la sifida sportiva e commerciale tra Psg e Chelsea.

    'THE CLASH OF THE CASH', LO SCONTRO FRA ABRAMOVICH E AL-THANI - "Nei quarti di finale di Champions League si affronteranno due club che presentano, dal punto di vista gestionale, parecchie similitudini: i francesi del Paris Saint-Germain e gli inglesi del Chelsea daranno vita ad una doppia sfida che è già stata ribattezzata “The clash of the cash”, facendo chiaramente riferimento alle spese pazze effettuate dalle rispettive proprietà. Due realtà che presentano alcune differenze sostanziali ma anche moltissimi punti in comune che proveremo ad analizzare.
     
    Sono passati undici anni da quando il russo Roman Abramovich decise di entrare prepotentemente nel mondo del calcio, riversando sull’ovest di Londra una pioggia di rubli destinati a portare il Chelsea dalla periferia del calcio continentale ad una posizione assolutamente di primo. Stesso percorso sembra oggi destinato a percorrere il club della capitale francese, acquistato nell’estate del 2011 dalla Qatar Sports Investment guidata dallo sceicco Al-Thani.

    LA DIFFERENZA FRA PREMIER E LIGUE 1 - La principale differenza risiede nelle caratteristiche dei rispettivi campionati di cui i due club fanno parte: Abramovich, lanciando il suo Chelsea, ha potuto contare su un bacino d’utenza di assoluto rilievo come quello della Premier League, seguita in tutto il mondo e dunque capace di generare grandi ricavi sia dal punto di vista dei diritti tv che da quello del merchandising. Al contrario, i nuovi proprietari del Psg si sono inseriti in una realtà di secondo piano sui mercati internazionali come la Ligue 1, con meno appeal e dunque molti meno vantaggi, trovandosi in questo modo a dover svolgere un forte lavoro di comunicazione con politiche mediatiche aggressive. La strategia dei parigini ha puntato su due pilastri basilari: innanzitutto la forte associazione visiva ed emotiva della squadra di calcio con la sua città e con i propri luoghi di culto come la Tour Eiffel, capace di creare un forte fattore di differenziazione rispetto a tutte le altre società di calcio e di essere fortemente riconoscibile in ogni angolo del pianeta. A questo, si aggiungano le tante stelle arrivate a Parigi a fronte di spese ingenti ma capaci di attirare l’attenzione di tutti gli appassionati di calcio: se Ibrahimovic si è rivelato un acquisto azzeccatissimo sul rettangolo di gioco, altrettanto rilevante è stato il passaggio di David Beckham nella capitale francese, che se poche tracce ha lasciato da un punto di vista meramente tecnico, ha contribuito però ad attrarre tifosi e sponsor, accendendo le luci dei riflettori sia sulla squadra parigina che, più in generale, su tutto il movimento calcistico francese.
     
    LA CLAMOROSE SPESE DEI DUE CLUB - Passando alle analogie che accomunano Chelsea e Psg, saltano subito all’occhio le clamorose spese effettuate dalle due proprietà sin dal loro ingresso nel mondo del pallone: se Abramovich nei suoi primi anni sborsò oltre 300 milioni di sterline per far fare alla sua squadra il salto di qualità con campioni del calibro di Veron, Robben, Crespo e Drogba, altrettanto ingenti sono stati nell’ultimo triennio gli investimenti effettuati dal Psg, che a suon di petrodollari è riuscito ad aggiudicarsi calciatori del calibro di Ibrahimovic, Lavezzi e Thiago Silva. Ma a fronte di spese ingenti, anche i ricavi sono notevolmente aumentati: se prima dell’avvento degli sceicchi il club parigino riusciva a registrare un fatturato di circa 80 milioni di euro, oggi il giro d’affari annuale generato dalla società francese sfiora i 400 milioni di euro, posizionandosi al quinto posto nella relativa classifica finanziaria per società calcistiche ben al di sopra anche dello stesso Chelsea. Questa clamorosa ascesa si deve in parte ai ricavi da biglietteria ma soprattutto ai ricchissimi contratti di sponsorizzazione sottoscritti con grandi multinazionali.
     
    STADIO PICCOLO PER ENTRAMBE -  Analizzando i numeri del Parco dei Principi, risulta ben evidente il balzo realizzato a livello di presenze dalla tifoseria parigina: fino al 2010 l’impianto registrava mediamente 32-33 mila presenze a partita, mentre nell’ultimo triennio si verifica regolarmente il pienone, con oltre 45 mila tifosi assiepati sugli spalti. Statistiche che hanno portato i vertici parigini ad elaborare dei nuovi progetti per il loro stadio, per tentare di sfruttare questa sempre più allargata base di appassionati: la società di Al-Thani deciso di far partire dei lavori per portare a 60.000 la capienza del Parco dei Principi. Anche in questo troviamo un punto di contatto con il Chelsea che, considerando la ridotta capacità dello Stamford Bridge (42.000 posti quasi sempre esauriti), sta studiando l’opportunità di apportare delle modifiche all’impianto di Fulham Road.
     
    ACCORDI COMMERCIALI - Per quanto riguarda gli accordi commerciali, il Psg ha sottoscritto dei contratti di portata eccezionale con i propri partners principali come Nike, Emirates Qatar Tourism Authority (sponsorizzazione, quest’ultima, sottoposta però ad accurate analisi da parte della Uefa in ottica Financial Fair Play). Inoltre, per aumentare la forza e la visibilità del brand, i parigini hanno organizzato in questi anni delle prestigiose amichevoli internazionali, una delle quali disputatasi (guarda un po’!) proprio contro il Chelsea nell’estate del 2012 a New York, davanti a 38.000 spettatori in festa.
     
    SFIDE COMPLICATE E FAIR PLAY FINANZIARIO - Il futuro riserva, sia ai francesi del Psg che agli inglesi del Chelsea, delle sfide complicate, sia sul terreno di gioco che in ambito economico-finanziario: se da una parte le due formazioni cercheranno di affermarsi sempre più come top team di livello mondiale, entrambe le società dovranno far quadrare i conti, operando nel rispetto dei vincoli sempre più stringenti del Fair Play Finanziario".

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