Vittorio Feltri scrive su Libero sul caso Donnarumma: “Siamo arrivati alla negazione dello spirito sportivo e alla esaltazione del piagnisteo tipico dei napoletani, i quali hanno tante virtù e tanta simpatia, però talvolta si rendono ridicoli. Al punto da non rendersi conto che per ora a difesa dei pali azzurri c’è un grande calciatore, Reina, pronto ad essere assunto indovinate da chi? Dal Milan. Ma che vadano a scopare il mare”. Provocatoriamente, spero che domani Feltri voglia discettare, per par condicio, di tutti i problemi che connessi all'immigrazione islamica dal Maghreb, visto quello che ha scritto Benatia. Tra l'altro, sono certo che il mio amico Stefano Discreti, sempre qui su calciomercato.com vorrà prendere le distanze da una violenza verbale, questa si, inaccettabile: anzi, spero che la stessa Juventus prenda provvedimenti molto seri nei confronti di un comportamento incredibile come quello posto in essere dal suo centrale difensivo.

GIGIO, TI CAPISCO - Tornando a Donnarumma, come spesso accade in queste riflessioni, mi piace partire dalla fine, da una posizione da spiegare: se Gigio si è regalato un sorriso con quel video, va bene così. Soprattutto, merita solo applausi per la serenità e, ne sono certo, per la sincerità con la quale ha risposto subito dopo il ginepraio di polemiche che lo ha coinvolto. Per capire l'essenza del primo video, bisognerebbe avere due requisiti: il primo è aver vissuto o vivere il mondo del calcio giovanile, il secondo è ancora più selettivo: bisogna esser nati tra Caserta e Siracusa. Solo chi ha visto e conosciuto il calcio giovanile percepisce cosa sia il legame con la famiglia per chi vive lontano dagli affetti da quando hai un'età che nemmeno riesci a capire quanto sia importante la famiglia, ma, semplicemente, ti manca: e cerchi un contatto, a tutti i livelli, per quel vincolo di cui ha bisogno ogni essere umano. Un video privato, l'ironia stampata sul viso, un collega dello zio troppo leggero nel diffondere un momento di intimità familiare: solo così si può leggere un gesto nel quale, fin dal primo momento, non ho letto nulla di offensivo. Dalle nostre parti (così arrivo anche al secondo presupposto) è quasi un rito, nel post-gara prendersi in giro. Dopo la gara con il Milan, dopo la parata di Donnarumma, WhatsApp mi appariva con lo stesso numero di notifiche della notte del 31 dicembre, quando anche chi non ti saluta per strada ti manda un messaggio di auguri. Le notifiche erano quasi tutte provenienti dal circondario partenopeo, ma da juventini scatenati (tra questi, anche professionisti di altissimo valore) che hanno usato la stessa espressione volgare di Donnarumma quasi come un intercalare. Quindi, come avrebbe detto Rafa Benitez, ci può stare.

TUTTO FINITO - Del 'caso' Donnarumma, in fin dei conti, ne hanno parlato più i media che i tifosi del napoletani. Qualcuno sui social ha lanciato qualche invettiva, ma i leoni da tastiera aspettano qualche sempre cadavere di cui cibarsi, per confermarsi quello che sono: sciacalli ma non re della foresta. Sempre in rete, è molto più frequente leggere della frustrazione post-Milano, della settimana che porta al big match con la Juventus senza più quella grinta, quella spinta infranta, probabilmente, proprio sui guantoni di un ragazzo che resta un orgoglio della Campania.