C'è stato un momento della stagione, in cui sembrava essersi guadagnato un posto tra i titolarissimi. Poi Allegri ha tolto una maglia là davanti, poi è tornato Cuadrado. Così, mentre tutto il mondo parlava delle panchine di Dybala, anche Douglas Costa in silenzio collezionava zero minuti tra Inter, Roma e Verona. Ma per il brasiliano rimane solo una questione di tempo, se non è ancora diventato un titolare prima o poi lo sarà. Troppo importante l'investimento programmato (ai 6 milioni per il prestito oneroso si aggiungeranno i 40 milioni che la Juve dovrà versare in due esercizi dopo il riscatto, non obbligatorio ma ugualmente assicurato) anche come ingaggio, che lo vede dietro i soli Higuain e Dybala. Troppo grande il talento, fin qui solo parzialmente espresso dal brasiliano: contro il Toro, invece, l'intero repertorio di Flash è stato proiettato. Prima di tutto i dribbling, specialità della casa, nessuno riesce a completarne quanti lui in Italia. Poi la corsa, anche in fase di ripiegamento, e questa è una novità che deve diventare abitudine per scaldare il cuore di uno come Allegri che ai ghirigori preferisce la sostanza. Infine il gol, non guasta mai, soprattutto se decisivo come quello nel derby.

PRIMA SCELTA
- Per uno come lui, l'apprendistato non può che considerarsi già concluso. In questa seconda parte di stagione, Douglas Costa ancor più che tutti gli altri nuovi acquisti dovrà riuscire a prendersi la Juve. Anche perché tutto o quasi il mercato bianconero è stato costruito attorno a lui, prima scelta al fianco di Bernardeschi per rinforzare il reparto d'attacco. Nemmeno la fuga fuori programma di Dani Alves ha cambiato i piani, nonostante il suo posto da extracomunitario avrebbe potuto fare comodo per sistemare il pacchetto di esterni basi: sondati e valutati ora Danilo ora Aurier, ad esempio. Niente che potesse però convincere la Juve a cambiare i piani. Che da adesso devono entrare nel vivo. Con Douglas Costa finalmente protagonista. Il primo atto del 2018, è quello giusto. 

@NicolaBalice