Royston Drenthe si racconta. Classe '87, ha già appeso da  un anno le scarpe al chiodo, nonostante un passato al Real Madrid, nonostante fosse uno dei talenti più promettenti del calcio olandese. A Marca, il mancino scuola Ajax svela tutto: "Ho lasciato il calcio a soli 29 anni perché per me non è mai stato facile. Quel mondo non mi è mai piaciuto. Ero stanco, deluso e disaffezionato. Giocavo negli Emirati Arabi ma mi sono reso conto che era arrivato il momento di dire basta. Continuo a giocare a calcio per divertirmi, perché è la mia vita"

IL REAL MADRID - "Nonostante questo sono soddisfatto della mia carriera. Ho giocato nel Real Madrid, la migliore squadra del mondo. Molti grandi giocatori non ci sono riusciti ed io invece sì. Sono stato molto felice in quel periodo in Spagna. A 20 anni ero passato dal vivere con mia madre in una piccola casa ad avere una villa e giocare nella squadra più famosa del mondo.  Madrid uscivo di nascosto la sera, non è facile rinunciare a certe cose quando hai 20 anni. Una volta con un mio amico in un casinò abbiamo incontrato due ragazze, abbiamo passato la notte insieme. Tutto fantastico. Alla fine ci hanno chiesto mille euro ciascuna! Noi siamo rimasti scioccati, credevamo fosse semplice divertimento. Avevo solo le carte di credito con me e gli ho dato tutti i soldi che portavo con me...".

SALUTI DA MOURINHO - "L'allenatore che mi ha fatto partire è stato Mourinho. Con lui ho avuto anche qualche discussione seria, perché non ero d'accordo con quello che mi diceva. Nell'estate del 2010 mi disse che dovevo cercarmi una nuova squadra ad un giorno dalla fine del mercato, dopo che tutta l'estate mi ero allenato al massimo".