Tutti in piedi, nessuno escluso. E stavolta non per un attaccante che fa gol: la Sampdoria batte il Milan e Marassi premia con la standing ovation l'uomo che fatica per tutti. Corre, corre senza sosta Lucas Torreira, un metro e sessantasette centimetri di intelligenza calcistica allo stato puro. Lucidità, qualità, forza fisica (!) e tre, forse quattro polmoni al servizio di Giampaolo che si gode un centrocampista fantastico. Sempre tra i migliori in campo della sua Samp, leader mai appannato, poche parole e tanti fatti. Roberto Druda è l'uomo che lo ha portato in Italia: osservatore del Pescara per il Sudamerica, ha scovato Torreira in Uruguay e lo racconta per Calciomercato.com.

Druda, uno stadio intero in piedi per Torreira: cosa prova chi lo ha scovato per primo?

"Un'emozione enorme, bellissima. Me lo hanno raccontato e sono stato felicissimo per Lucas: da pelle d'oca...".

Nessuno lo conosce quanto lei: cos'ha di speciale, Lucas?

"Lucas è unico. Mia moglie gli lavava i panni quando era qui a Pescara, dopo un anno mi disse che secondo lei aveva qualcosa in un piede. Lo portai da uno specialista per verificare. Mi disse: 'Questo ragazzo ha sette verruche in un piede, non può neanche camminare'. Lui invece ci aveva giocato sopra per mesi e mesi; non diceva nulla perché aveva paura di rimanere fuori. Vive per il calcio, è straordinario".

Come lo ha scoperto, dall'Uruguay alla Serie B italiana?

"Torreira è arrivato al Pescara grazie a un progetto nel quale ho creduto e credo molto, ovvero una collaborazione con il Wanderers di Montevideo. Lo abbiamo preso in prova per volontà forte di Victor Mesa e di Miguel Moreda, il ds del Wanderers. Devo dare merito alla città di Pescara per averlo coccolato, lui è il frutto del nostro lavoro e del nostro percorso. E noi al Pescara lo abbiamo conosciuto come seconda punta, non come regista...".

Seconda punta? Quasi sorprendente, visto il suo calcio attuale...

"Il mio pensiero condiviso con il direttore Repetto è che Lucas sia fortissimo anche come seconda punta, fidatevi. In Uruguay e in Primavera al Pescara faceva delle azioni offensive meravigliose. Di certo, Torreira da regista è eccellente; ma stiamo perdendo dei gol e degli assist incredibili, credetemi. Tanto che Giorgio (Repetto, ndr) lo paragonava a Tévez".

Chi ha inventato Lucas Torreira da regista puro?

"Massimo Oddo. Lo ha provato da play per via della sua struttura fisica, così è esploso per la sua straordinaria intelligenza tattica. Ma tutti gli allenatori che lo hanno avuto qui a Pescara lo hanno forgiato: era capitano della Primavera, poi ci ha messo personalità anche dopo qualche errore fatto in Serie B. Oddo lo ha sempre protetto, Lucas ha sempre risposto alla grande".

Dici Pescara, dici regista e pensi a Marco Verratti: può fare lo stesso percorso?

"Repetto ha scoperto Verratti, lui come Oddo e molti altri era convinto che Torreira potesse essere addirittura più forte di Marco Verratti. L'unico dubbio di tutti è che sembra piccolino, ma avete visto come ha spostato Kessie? I preparatori atletici lo dicono sempre: muscolarmente è fortissimo".

E potrà segnare anche qualche gol in più, a questo punto.

"Non avete ancora visto niente in fase offensiva, ve lo ripeto. Torreira sa far gol su punizione, sa saltare l'avversario con facilità quando entra in area di rigore: lo vedo pronto per la testa che ha, oltre alle doti tecniche e alle sue potenzialità". 

Ci sveli un retroscena: in quale grande squadra poteva andare Torreira?

"Tre anni fa l'ho suggerito alla Juventus. Probabilmente pensavano che fossi un folle (ride, ndr). Lo vedevo come erede di Pirlo alla lunga, ma la Juve è la Juve ed è normale che abbiano i loro dubbi. Anche perché l'altezza di Torreira ha sempre messo dubbi in un calcio mai così fisico, ma poi avete visto che giocatore sta venendo fuori al punto da togliere ogni dubbio".

Dove lo vedrebbe bene adesso? Merita il grande salto?

"Lo vedrei benissimo al Napoli, con Sarri. Poi Lucas è sudamericano purosangue, un ragazzo furbo che viene dalla strada, in una città come Napoli sarebbe perfetto. In mezzo al campo è un computer: non c'è da aggiungere altro".