Chiamatela RoManchester City, se volete. Ho approcciato così al post Benevento-Roma su Quotidiano Nazionale, il mio giornale. Chiaro il riferimento ad Aleksandar Kolarov e Edin Dzeko e agli antichi trionfi ai tempi del Mancio. L'uno serbo, l'altro bosniaco, lì, sull'altra sponda di Manchester _ che s'è fatta grande con un padrone danaroso, lo sceicco Mansour Bin Zayed al-Nahyan _ hanno vinto un bel po': una coppa d'Inghilterra, un FA Community Shield e soprattutto due Premier League. Storica la prima: il City non vinceva da 44 anni. Loro due, così decisivi ma così diversi, si sono presi la Roma di Di Francesco. Partiamo da Dzeko, che ha segnato 22 gol nelle ultime 20 partite se non ricordo male. E, sì, cinque gol nelle prime quattro gare di quest'anno. E Kolarov? Il gol decisivo a Bergamo, l'assist per Dzeko contro il Verona, quello a Benevento e poi l'autogol procurato ancora a Benevento con una delle sue affilatissime percussioni.

Dzeko più cattivo a Benevento e, dice DiFra, pentito per essersi lamentato su solitudine e addio a Salah dopo il pari con l'Atletico. Kolarov un rompiballe meraviglioso: se non gli danno la palla quanto la chiede ti fulmina con gli occhi. Si muove sull'esterno sinistro ma pensa calcio da regista, partecipando a palleggio, manovra, costruzione e naturalmente uno-due da incursore. Fa impressione, Kolarov. Era forte già ai tempi della Lazio, ma si vede come la competitività della Premier lo abbia letteralmente trasformato per rmaturità, capacità di gestire e gestirsi nelle diverse pieghe di una gara, compresa quella richiesta continua della palla anche nelle situazioni più hard, segno distintivo dei giocatori d'elite. Alla fine e per ora, Kolarov è il miglior acquisto dell'era Monchi e, con due assist per l'amico Edin, s'è pure messo sulle spalle il ruolo di un “diversamente Salah”. Gran giocatore, dunque.

Vedi Edin e Aleksandar muoversi per il campo e capisci realmente quale sia la differenza tra giocatori che hanno vinto e altri che aspettano di farlo, nella migliore delle ipotesi. La bella notizia è che nel calcio di EDF i due si stanno muovendo a meraviglia, nonostante qualche turbolenza iniziale di Dzeko. La bella notizia, che pur contro avversari modesti, il calcio di EDF inizia a funzionare, la condizione fisica sta crescendo e qualche rivale ha pure frenato, dall'amatissimo ex Spalletti al dirimpettaio Inzaghi. E' presto per dire se ne vedremo delle belle, ma i presupposti con la RoManchester, ci sono tutti.

PS Vi dirò: rispetto l'irritazione di quel gruppo di tifosi che hanno contestato l'acquisto di Kolarov per la sua militanza laziale, fischiandolo, anche. Ma, cavolo, se n'è andato da Formello nell'estate del 2010. Sette anni fa, ormai. E mi chiedo quale possa essere la prescrizione per certi tipi di 'reati', secondo il codice non scritto da alcuni tifosi...