E'stata una doccia lunga, questa mattina, nell'hotel di Vienna. La cenere ,che mi ero sparso ieri, dopo la brillante vittoria al Prater, non veniva via. Ne avevo messa tanta sulla testa, come atto di pentimento, visto che il cambio di schema ,dal 4-3-3 al 3-5-2, dopo una pesante sconfitta, non mi convinceva. Sul piano della tempistica piu'che su quello tattico vero e proprio. Invece tutto eè funzionato per il meglio, anche se, a Roma, l'atteggiamento mentale mostrato avrebbe vanificato qualsiasi modulo o schema. Uno schiaffo come quello preso dal nuovo Milan di Zaccheroni a Parma il 29 novembre 1998. 4-0 per i parmigiani. Era servito per chiarire le idee al tecnico, che, guarda caso,una settimana dopo, batte l'Udinese con un netto 3-0. Il Milan ha dato spettacolo contro una formazione, così chiariamo subito, che era stata messa nella seconda fascia dell'urna, non nella quarta, che aveva eliminato i croati dell'Osjek, non il Real Madrid, ma bravi, a loro volta, a superare il Psv Eindhoven. La differenza tra Milan e Austria è almeno di 4 gol e 4 gol sono stati. La partita contro l'Udinese e' l'ideale prova del 9, per capire se la batosta di Roma e'stata casuale, ma anche per il nuovo schema.

E'stata la serata dell'Etoile André Silva, un attaccante che, se avesse segnato una tripletta nel Porto, oggi costerebbe 60 milioni di euro. Massimiliano Mirabelli ha comprato un giocatore a soli 38 milioni, investendo sul prospetto di campione. Nella vita si deve rischiare. Meglio lui a 21 anni che un affermato bomber magari di 29 anni  a 80 milioni. Il direttore dell'area tecnica ha una speciale predilezione anche per Calhanoglu, un numero 10 da San Siro, piede delicato, corsa rotonda, assist ispirato, forza e stile. Altro talento che regalerà delizie. A sottolineare la qualità della rosa, lo dimostrano i cambi effettuati da Montella. Fuori Kessie, Kalinic e Romagnoli tre nazionali, dentro Suso, Bonaventura e Musacchio, tre nazionali. Signori, è grande rosa, è Grande Milan!