Il gigante muove pochi passi ma fermi e con direzione altrettanto sicura, senza incertezze. Il gigante è la Cina, che nel corso degli ultimi tre anni ha intrapreso un programma di diffusione del proprio prodotto calcistico con due grandi obiettivi: importare giocatori e allenatori per migliorare il livello di gioco e la competenza ed esportare il prodotto televisivo quanto più ampiamente possibile, in qualche caso incentivando la diffusione delle immagini del campionato cinese grazie a sponsor disposti anche a pagare purché le immagini della Super League andassero in onda. Il risultato è stato clamoroso: in tre anni le immagini del campionato cinese, che fino a quattro anni fa era semisconosciuto e ignorato dalle piattaforme televisive, ha quasi triplicato la sua presenza a livello globale. Gli introiti per i club e la lega cinese che organizza il campionato sono quasi triplicati e, cosa più importante, ora il mondo ben conosce la forza cinese che, soprattutto con i soldi, ma anche con un programma sempre più ambizioso e aggressivo, è riuscita a imporre all'attenzione del mondo calcistico un campionato che diversamente sarebbe passato inosservato. 

Gli arrivi di Lippi e Drogba sono stati solo i primi di una serie di colpi del campionato cinese, che sta togliendo all'Inghilterra e alla Spagna il primato dei campionati di maggiore interesse per i fuoriclasse sudamericani. Con gli arrivi di Lavezzi, Tevez, Oscar, Gervinho, Pellé, Diego Tardelli, Hulk e Pato la Super League cinese ha decisamente svoltato su livelli che sono ormai competitivi persino con gli investimenti degli emiri a Manchester o a Parigi. 

Il livello è basso? Sempre meno: le leve giovanili crescono e imparano in fretta perché i cinesi non hanno comprato solo la punta dell'iceberg e dunque i grandi allenatori e alcuni fuoriclasse ma anche la base e quindi la manovalanza, che sta facendo crescere quelli che oggi sono i nostri Under 16. Lo scopo è quello di rendere il calcio uno sport di massa per eccellenza inserendolo anche nei programmi delle high-school creando un campionato scolastico e un campionato universitario direttamente legati alla Super League. Un'idea non lontana da quello che la MLS ha concretizzato da tempo ispirandosi per altro al modello statunitense già attivo nel basket e nel football. Agli sponsor cinesi viene chiesto non solo di sostenere la parte più evidente del business, e dunque la prima squadra dei vari club, cui si chiede di arrivare quanto prima possibile a un grande trofeo asiatico intercontinentale, ma anche l'immenso sommerso dei settori giovanili. 

Negli ultimi mesi il ministero dello sport e quello della scuola hanno avviato una serie di accordi per la creazione di istituti di eccellenza nazionale dedicate al calcio. Una immensa Masia nella quale non meno di duecento ragazzi possano imparare tutto del loro sport, allenandosi e giocando, ma anche studiando informatica, inglese, economia, legge e arricchendo la Cina di professionalità che non esistono e che un domani saranno necessarie non solo al mondo del calcio, ma a quello dello sport più in generale. I costi saranno sostenuti dagli sponsor e dai ministeri che si accolleranno anche l'onere di creare borse di studio per gli studenti e i giocatori più meritevoli. Il tutto mentre la Super League continua ad aggiungere pezzi al suo puzzle di fuoriclasse e annettendo sempre nuovi territori alla sua mappa delle conquiste.