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  • Emiliano Viviano a 360 gradi: dalla Fiorentina al Palermo senza 'peli sulla lingua'

    Emiliano Viviano a 360 gradi: dalla Fiorentina al Palermo senza 'peli sulla lingua'

    • L.C.

    Ci sono sogni che si fanno da bambini, che si coltivano e sui quali lavoriamo affinché diventino realtà. Emiliano Viviano, il portiere fiorentino oggi tornato a Palermo dopo l’esperienza in viola, il suo l’ha realizzato: giocare nella sua squadra del cuore, la Fiorentina. Solamente un anno? Non fa niente. A lui bastava indossare la ‘sua’ maglia anche solamente per un giorno. E l’ha fatto. Oggi, con serenità e senza troppo da rimproverarsi, può guardare al suo futuro (ancora incerto, ma con ogni probabilità orientato verso Roma) e pensare al prosieguo della sua carriera che non è certo finita il 30 di giugno scorso, quando di fatto si è chiuso il suo rapporto con la Fiorentina. Anche perché c’è un posto in Nazionale da riconquistare… senza dimenticare (quello mai) di seguire le sorti della sua amata Viola. Intanto, in esclusiva al settimanale Brivido Sportivo, Emiliano ha raccontato le sue emozioni svelando i suoi pensieri e i ricordi dell’anno da poco concluso che anche lui ha vissuto da protagonista, insieme ad una strepitosa Fiorentina. Un’intervista da leggere tutta d’un fiato.

    Vogliamo iniziare l’intervista con un suo ricordo, da tifoso viola, di Stefano Borgonovo. 
    'Calcisticamente parlando e da tifoso viola è impossibile non ricordare il gol alla Juventus e il tandem che formava in coppia con Baggio, la ‘B2’. Come uomo, poi, è stato straordinario. È stato un grande esempio di forza per tutti. Uno dei primi a mostrare al mondo la sua malattia, a rendere la sua lotta pubblica, aiutando così chi come lui si trova costretto a combattere la SLA o altre malattie. Una persona speciale'.
    Lei era molto piccolo quando formava la ‘B2’ con Baggio… immaginiamo che l’abbia visto successivamente…
    'Certo, non posso ricordarmelo in maniera diretta, ma io amo la Fiorentina e della sua storia so tutto…'.
    A proposito di storia viola: recentemente è tornato a Firenze Gabriel Batistuta, il suo idolo, e lei ha avuto la possibilità e la fortuna di incontrarlo personalmente. Che impressione le ha fatto vederlo?
    'Sì, l’ho incontrato grazie ad un amico che abbiamo in comune e – inutile dirlo – ero emozionatissimo. Ma lo sono stato ancora di più quando mi ha fatto i complimenti, perché fatti da uno come lui hanno un valore particolare. Poi gli ho chiesto se ci potevamo fare una foto insieme (come un vero tifoso, insomma, ndd). E l’abbiamo fatta. Batistuta resta un simbolo. Il Re Leone viola!'.
    Torniamo alla Fiorentina attuale. Le chiedo come si sente oggi che non è più un giocatore viola: dispiaciuto, amareggiato, comunque soddisfatto?
    'Comunque soddisfatto. L’ho detto anche un anno fa e lo ripeto: il mio sogno era indossare la maglia viola anche un giorno, una settimana, un mese, un anno, tutta la vita. L’ho realizzato e non posso che essere soddisfatto di ciò. Poi lo sappiamo, il calcio è questo, è professionismo, e bisogna accettare le scelte di giocatori, dirigenti, allenatori. La Fiorentina ha fatto la sua scelta, io ne prendo atto e resto e resterò sempre orgoglioso di aver indossato la maglia viola e di essere stato protagonista, con i miei compagni, di una grande stagione come quella passata'.
    Il suo futuro dove lo vede? Oggi è un giocatore del Palermo, ma si parla di un possibile suo trasferimento a Roma o di un ritorno a Bologna…
    'È presto per parlare del mio futuro. Oggi sono un giocatore del Palermo e, prima di prendere qualsiasi decisione, parlerò con la società rosanero per capire quali sono i suoi programmi (nel frattempo, il dg rosanero Perinetti ha fatto sapere che “Viviano rientra dalla Fiorentina, ma non fa parte del nostro progetto”, ndd)'. 
    A proposito di Palermo, quanto è dispiaciuto della retrocessione della squadra rosanero?
    'Molto. Sono stato a Palermo solamente sei mesi, ma mi sono bastati per capire che né la squadra, né la città si meritano la serie B. Purtroppo nel calcio, a volte, esistono delle annate storte ed è quella che è capitata ai rosanero la passata stagione. Ma Palermo merita la serie A'.
    E se l’aspettava di ritrovare Gattuso sulla panchina del Palermo?
    'Non sono sorpreso. Se il presidente Zamparini lo ha scelto per riportare il Palermo in serie A evidentemente in lui vede qualcosa di positivo, la grinta giusta. Le potenzialità per diventare un grande allenatore, secondo me, le ha dimostrate già da giocatore: è uno che ha sempre avuto grande carattere'.
    Tornando alla sua stagione in maglia viola: qual è stato il momento più bello?
    'Tutti. Tutti tranne il momento in cui non giocavo. Ma in generale, tutto l’anno che ho vissuto in viola è stato indimenticabile. Perché ho vissuto la collettività, il gruppo fantastico con il quale ho ottenuto e condiviso ottimi risultati. E poi l’immagine più bella in assoluto: rivedere l’entusiasmo negli occhi della gente'. 
    La sua partita migliore?
    'Per come valuto io le partite di un portiere, dico Parma'.
    La sua parata più difficile?
    'Ma, non saprei… mi vengono in mente quella sul colpo di testa di Amauri a Parma e quella contro la Lazio su Floccari'.
    E invece, il momento peggiore?
    'Normale: il periodo in cui sono stato fuori. Che però ha coinciso con un momento importante, uno dei più belli, ovvero quello in cui la gente mi ha dimostrato tutto l’affetto possibile'. 


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