E anche il secondo indispensabile tassello per ricostruire, praticamente da zero, il progetto Empoli 2017/2018, è andato finalmente al suo posto. Dopo l'annuncio ufficiale dell'allenatore - l'ex Latina Vincenzo Vivarini - proprio poche ore prima di questo ultimo Empolimania, che si chiude come l'esperienza in Serie A (si spera momentaneamente) della squadra toscana dopo 3 stagioni di (più o meno) onorato servizio, la società azzurra ha ufficializzato l'ingaggio del nuovo direttore generale: Andrea Butti.

Un uomo che forse dirà poco al grande pubblico ma che nonostante la giovane età (40 anni) ha già alle spalle numerose esperienze in Italia e all'estero. Dal 2001 al 2013 ha lavorato all'Inter, prima ricoprendo il ruolo di addetto stampa, poi quello di team manager nella gestione Mourinho che si concluse con lo storico triplete del 2010. Nel 2013 è passato al Monaco dove è rimasto per tre stagioni; nel Principato ha svolto il ruolo di direttore organizzativo al fianco di Claudio Ranieri. Al termine dell´esperienza in Ligue 1 si è trasferito in Inghilterra, al Wolverhampton. Butti ha inoltre lavorato con la Uefa durante gli Europei di Austria e Svizzera del 2008.

Adesso non ci sono più scusanti: sistemati staff tecnico e dirigenziale (cambieranno anche tutti gli assistenti e gli storici sanitari della società azzurra), Corsi dovrà concentrarsi sul mercato per mettere in piedi una rosa, si spera più competitiva possibile, per disputare la nuova Serie B.

Una categoria che si presenta, per descriverla con un termine che va tanto di moda sui social, come la più nostalgica di sempre. La Lega Pro 2016/2017, che dalla prossima stagione (grazie al cielo!) tornerà a chiamarsi Serie C, ha portato infatti nella prossima serie cadetta quattro grandi nobili decadute che mancavano, per storie e motivi differenti, da parecchi anni: Cremonese, Foggia, Venezia e Parma.

Partendo dall'ultima arrivata, il Parma, che si è conquistata la B dopo la lunga trafila dei playoff in Lega Pro, mancava in Serie B dalla stagione 2008/2009. Il fallimento dell'estate 2015 l'aveva fatta sparire dalla mappa del calcio. Con una doppia promozione in sole due stagioni, gli emiliani sono tornati nel calcio dei grandi.

Dopo qualche stagione in Serie A tra il '99 e il 2001, ed aver visto sostare in laguna campioni come Pippo Maniero e Alvaro Recoba, il Venezia se l'era vista davvero brutta. Saliscendi tra tra C1 e C2, tre fallimenti in meno di 15 anni. Poi nel 2015 l'arrivo di Tacopina e il doppio salto immediato dalla D alla B.

C'era una volta Zemanlandia. Dopo aver dato spettacolo in Serie A con Zeman in panchina, Signori e Baiano all'attacco, il Foggia era caduta in un triste anonimato che l'ha vista passare addirittura per la Terza Categoria (poi non disputata per l'immediato ripescaggio in Serie D). Dopo averci provato l'anno scorso, quest'anno è arrivato il tanto atteso ritorno in Serie B che mancava da venti anni esatti (1997/98).

Gigi Simoni, Enrico Chiesa e la Coppa Anglo-Italiana del 1993. Sono questi gli ultimi ricordi di gloria per i tifosi della Cremonese, che dopo sole tre stagioni in A nel 1996 videro l'inizio di un lungo periodo di insuccessi e delusioni. Parecchie buone stagioni tra C1 e C2, poi il ritorno nella serie cadetta da protagonisti con la vittoria dell'ultimo campionato di Lega Pro.

Assieme a loro figurano altre gloriose società come Ascoli, Bari, Brescia, Palermo, Perugia Pescara, Pro Vercelli che contribuiscono ad aumentare il fascino ed il prestigio di questo lungo e impegnativo campionato.

Certo, scendere in Serie B dopo tre stagioni di A in cui i tifosi azzurri si sono tolti parecchie soddisfazioni, riuscendo pure a vedere un buon calcio e qualche giocatore interessante (ultima disastrosa annata a parte), non è proprio il massimo, ma almeno i supporter empolesi potranno divertirsi nel tornare a visitare stadi e piazze che non vedevano da parecchi anni. Solo una magra consolazione?