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  • Parmitano, sei nella storia: primo italiano a passeggiare per 6 ore nello spazio nel giorno dell'Italia mondiale

    Parmitano, sei nella storia: primo italiano a passeggiare per 6 ore nello spazio nel giorno dell'Italia mondiale

    Il 9 luglio 2006, l'Italia del calcio è diventata campione del mondo per la quarta volta nella sua storia. 

     

    Il 9 luglio 2013 si è fatta la storia dell’esplorazione spaziale. Luca Parmitano, a 48 anni dal primo pedone spaziale, il russo Alexei Leonov, è stato il primo astronauta italiano impegnato in un’Eva, extra-vehicular activity.

     

    Già questo basterebbe al 9 luglio per farne una data indimenticabile della scienza nostrana. Una passeggiata spaziale durata circa sei ore e mezzo – la prima in programma della missione Volare, sotto la responsabilità dell’ Agenzia spaziale italiana – all’esterno della Iss, la Stazione Spaziale Internazionale. Il maggiore dell’Aeronautica militare e pilota sperimentatore, e il collega statunitense Christopher Cassidy – giunto alla quinta scorribanda fra le stelle – hanno svolto una serie di attività scientifiche, di manutenzione e d’installazione di nuovi componenti. 

    Quattro ore per prepararsi – senza contare le giornate precedenti dedicate alle strumentazioni e al metodico ripasso delle procedure – un training d’uscita a base di ossigeno puro avvolto nell’Emu, la tuta spaziale. Poi alle 14,45 ora italiana, con un pizzico di sorpresa anche da parte dei commentatori radunati alla sede dell’Asi di Roma, prima Cassidy e poi Luca Skywalker Parmitano hanno messo la testa fuori dal modulo di depressurizzazione, il Quest Joint Airlock, con un programma differente nella prima parte e verso la conclusione.

     

    Mentre l’astronauta statunitense si è inizialmente dedicato alla sostituzione di una scheda di controllo dell’Sgtrc, il sistema di trasmissione con la Terra collassato lo scorso dicembre, Parmitano ha prima recuperato i campioni dell’esperimento scientifico Misse 8, riportandoli indietro non prima di aver scattato delle foto (ormai il nostro è specializzato) per fare un check su come procede un altro esperimento, l’Alpha Magnetic Spectometrer. I materiali torneranno sulla Terra alla fine dell’anno. 

    “ Per l’Italia partecipare a un’Eva, il top delle attività spaziali, significa aver sviluppato capacità tecnologiche che umane enormi – racconta a Wired.it  Claudio Sollazzo del Direttorato voli umani dell’Esa, di base a Monaco e per l’occasione sbarcato al quartier generale di Tor Vergata – è come vincere una lotteria, ma in questo caso ci vogliono un sacco di capacità e precisione, non solo fortuna. Arrivare ad avere un italiano coinvolto è un punto di merito per tutta l’Esa e in particolare per il nostro Paese. Da noi Parmitano e Samantha Cristoforetti stanno dando una grande mano alla rinascita dell’interesse per lo Spazio. Personalmente erano vent’anni che cercavo di trovare qualcosa che svegliasse il torpore del mondo della ricerca ma anche dell’opinione pubblica italiana. Ci stiamo riuscendo, è un grosso successo. Le sfide future? Presenza costante sulla Lunaarrivo su Marte e partecipazione alle missioni della Nasa dedicate agli asteroidi: l’Esa e quindi anche l’Italia daranno il loro contributo fornendo all’Agenzia statunitense il modulo di servizio di Orion, il nuovo mezzo pensato per missioni che si lancino al di là dell’orbita bassa. Al momento l’accordo Esa-Nasa è per due moduli e due missioni congiunte”. 

    Dopo aver riconsegnato i campioni al Quest, muovendosi, sempre assicurato dai cavi, grazie ai corrimano che avvolgono la sterminata Iss – un gigante da oltre cento elementi assemblati con cinquanta lanci – Parmitano si è assicurato a un braccio meccanico del Mobile Servicing System, comandato dall’americana Karen Nyberg. Obiettivo: procedere, in collaborazione col collega della Nasache ha invece raggiunto il luogo di lavoro con una specie di free climing nel vuoto, all’installazione delleintelaiature per i radiatori dei pannelli solari portate sulla stazione orbitale dalla capsula Dragon. Un’ora e 25 minuti da una parte, a sinistra, altri quaranta minuti alla destra della trave longitudinale che fa da struttura portante. Nel frattempo il nostro astronauta ha anche avuto l’opportunità di rimuovere unavideocamera danneggiata, utilizzata per tenere sotto controllo i mezzi in attracco: si tratta della Mobile Base Camera Light Pan-Tilt Assembly, fuori uso dal maggio del 2012. 

    “ Anche se le sue attività in orbita sono importantissime – dice a Wired.it Enrico Saggese, presidente dell’Asi - certe volte diciamo che lo scopo dell’astronauta è farci da ambasciatore a Terra, ed è vero. Luca e Samantha hanno anche il compito di alimentare i sogni della prossima generazione di giovani, immaginando un futuro legato alla tecnologia. Interpretando i propri compiti col massimo della serietà ma con la voglia di godere a pieno delle sfide a cui partecipano. La nostra invece, di sfida, è costruire a livello nazionale ed europeo una vera scuola di astronauti”. 

    Tornando alla missione, mentre Parmitano rimuoveva la camera rotta Cassidy ha sistemato alcuni cavi di alimentazione per preparare il campo al nuovo Russian Multipurpose Laboratory Module, il nuovo modulo multiuso russo noto anche come Nauka, che arriverà alla Iss alla fine dell’anno e sarà un po’ la nuova porta di casa della sezione russa della Iss. Da cui potrebbero in futuro entrare anche i cinesi, al momento esclusi da ogni accordo sull’Iss? Chissà, meglio non lanciarsi verso panorami da Star Wars. Per oggi si è trattato di una prima fase, il sistema sarà ultimato in una delle prossime passeggiate spaziali. Concluso questo step l’astronauta statunitense ha installato sul segmento Z1 della trave longitudinale della stazione due cavi bypass per dare maggiore stabilità energetica ad alcuni componenti, un lavoro da completare il 16 luglio. Ultimo punto all’ordine della memorabile passeggiata la copertura del Pma 2, il modulo d’aggancio per lo Space Shuttle montato sul modulo Harmony. Pensionata la navicella americana, anche per l’approdo è ora di farsi da parte. In attesa di Orion. 

     

     

     

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