Ahimè ciò che temevo si è verificato. Questo Milan non sa reagire alle difficoltà. Ogni qualvolta che il livello si alza, la squadra si scioglie come neve al Sole. Dopo la disfatta di Roma sembrava essere il 3-5-2 la panacea a tutti i mali, ma evidentemente non è così, il problema vero è più profondo e nasce proprio dalla costruzione della rosa. Quando spendi oltre 200 milioni sul mercato senza acquistare però nessun top player e, cosa ancor più grave, nessun leader il risultato non può che essere questo. Non è un caso che i primi ad affondare a Marassi siano stati Kessie, Bonucci e Biglia, proprio coloro che dovrebbero invece rappresentare la spina dorsale di questa squadra. Troppo facile prendersela con il disastroso Zapata. Non era, non è e non sarà mai infatti che il futuro del Milan passerà dal rendimento di Zapata, credere questo significherebbe infatti commettere lo stesso errore di qualche settimana fa, quando il solo sistema di gioco sembrava essere la causa di ogni male. Bastasse togliere il colombiano e inserire Musacchio, il lavoro di Montella sarebbe sin troppo semplice. Il tecnico dovrà invece cominciare a pensare di risolvere dapprima il grosso equivoco tattico che riguarda Suso, un giocatore chiave per il Milan che perde però il 50% da seconda punta, ma soprattutto il tecnico deve chiarire con la società che a ogni passo falso non può essere messo pubblicamente in discussione, pur di difendere il proprio operato in fase di mercato. Le parole di Fassone nel post partita sono infatti ancora più preoccupanti pericolose della sconfitta stessa. È chiaro ormai che se le cose non dovessero andare bene con Roma e Inter, Montella è già nel mirino della società, che tra l’altro ha già contattato un vecchio pallino proprio di Fassone, ovvero Walter Mazzarri.