“Mi ricorderò sempre di quell’avversario che, mentre stavo per tirare una punizione, mi disse che dovevo pensare a pulire, non al calcio. La mia risposta è stata fare gol e aiutare la mia squadra a vincere la partita”. Andrea Gomez è una ragazza che, a soli 13 anni, mostra la saggezza di un’adulta. E soprattutto ama giocare a calcio. Con i suoi 47 gol ha trascinato l’Aem Lleida verso uno storico successo. Una vittoria senza alcun precedente: una squadra femminile che trionfa in un campionato maschile. La stessa Andrea Gomez si è laureata capocannoniere davanti ai ragazzi. 

FINO NEGLI STATI UNITI - La squadra, composta da ragazze comprese tra i 12 e i 14 anni, ha stravinto a Liga di Segunda Infantil Masculina. In Italia pensare ad una squadra femminile iscritta a un campionato maschile è un’utopia. Eppure in uno dei paesi più vicini culturalmente al nostro, questo è accaduto. In Spagna per l’appunto, dove le ragazze allenate da Dani Rodrigo hanno trionfato contro ogni pronostico. La storia dell’Aem Lleida in poco tempo ha fatto il giro del mondo. Persino il New York Times ha regalato una pagina all’impresa di queste ragazze catalane. 

IL PROGETTO - “E’ un’idea che mi è venuta tre anni fa”, ha raccontato a El Pais l’allenatore Dani Rodrigo, in prima linea da diversi anni per lo sviluppo del calcio femminile in Spagna. “Ci sono tante ragazze che vogliono giocare a calcio, ma arrivate a 13 anni il divario fisico con gli uomini è già evidente. Quindi sono costrette a giocare in squadre miste, visto che il regolamento a quell’età ancora glielo consente, oppure a iscriversi ad un campionato specifico, che però è solo regionale: il che comporta una notevole spesa per la famiglia”. 

DOMINIO - Inizialmente era un progetto per far risparmiare soldi alle famiglie, trasformatosi poi in una vera e propria favola sportiva. La nostra società non poteva permettersi lunghe trasferte, così ho pensato di fare una squadra di sole ragazze e iscriverla al campionato maschile locale”. Una sconfitta, quattro pareggi e ventuno vittorie, con 16 punti di vantaggio sulla seconda. L’incredibile ruolino di marcia delle ragazza catalane non è andato giù ad alcuni avversari, che non hanno perso l’occasione di far loro presente che il calcio è “un affare da uomini”.  GLI SFOTTÒ - “Alcune volte le offese arrivavano anche dalle mamme”, racconta Andrea Gomez. “All’inizio, quando vedevano delle ragazze arrivare al campo, si mettevano a ridere - aggiunge la giovane catalana -. Poi non toccavano palla e qualcuno iniziava a piangere”. Chissà che a furia di piangere i ragazzini (e anche i genitori)  delle squadre antagoniste dell’Aem Lleida non abbiano imparato la lezione. Il calcio col passare degli anni è - e sarà - sempre più lontano dall’essere un semplice “affare da uomini”.