Nello scialbo pari a reti inviolate tra Inter e Lazio di San Siro, una delle poche note liete è rappresentata da Felipe Anderson. Prima la mano di Handanovic, poi la sua imprecisione da pochi passi hanno negato al brasiliano la gioia del gol da tre punti. Il numero 10 è pronto a prendere in mano la Lazio e trascinarla nella corsa Champions: potrebbe essere proprio lui il grande acquisto di gennaio in casa biancoceleste. Dopo l'infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per tutta la prima parte di stagione, Felipe ha dimostrato nelle ultime sfide di poter essere l'arma in più a disposizione di Inzaghi.

COLLOCAZIONE - Il tecnico della Lazio sembra aver chiarito i suoi dubbi. Dopo aver schierato a lungo nella passata stagione Anderson sulla linea a cinque dei centrocampisti, con il brasiliano che ha dimostrato di arrivare negli ultimi metri molto spesso con poca lucidità a causa del dispendio d'energie in fase di non possesso, quest'anno ha più volte dichiarato di preferirlo sulla trequarti, alle spalle dell'unica punta. Una posizione occupata, egregiamente possiamo dire, in questa prima parte di campionato da Luis Alberto, esploso proprio nella seconda parte del 2017 e l'uomo che ha trascinato in compagnia di Milinkovic-Savic e Immobile la Lazio nelle zone nobili della classifica. Scartata dallo stesso Inzaghi l'ipotesi di schierarlo come prima punta, in alternativa a Immobile, con il ritorno di Nani e del brasiliano e lo straordinario stato di forma di Luis Alberto, sarà tempo di ballottaggi in casa biancoceleste, con il tecnico che dovrà scegliere la soluzione giusta per ogni occasione e tenere fuori qualcuno. Gli impegni non mancheranno, con la Lazio che sarà impegnata anche in Europa League e in Coppa Italia rispettivamente contro FCSB e Milan, e non mancherà dunque l'opportunità per tutti gli uomini per mettersi in mostra e conquistare con regolarità una maglia da titolare. Difficile ipotizzare il passaggio a un 4-3-1-2, con Luis Alberto alle spalle della coppia formata da Immobile e uno tra Anderson e Nani, un modulo che permetterebbe a Inzaghi di tenere fuori solo uno dei suoi tenori.

LUCI E OMBRE - Dopo la straordinaria stagione 2014/2015, in cui Anderson trascinò la Lazio fino al terzo posto in campionato, il brasiliano non si è più ritrovato. E pensare che proprio nell'estate 2015, poco prima del preliminare di Champions League contro il Bayer Leverkusen, il club biancoceleste rifiutò un'offerta di 50 milioni fatta recapitare dal Manchester United. Nelle due stagioni successive il brasiliano non è riuscito a riconfermarsi: dopo un'annata con più ombre che luci due anni fa, con l'esonero di Pioli e l'arrivo di Inzaghi a sette partite dalla fine, l'anno scorso, nonostante uno straordinario campionato della squadra biancoceleste, Anderson non è riuscito a brillare, finendo per essere scavalcato dalla riserva di lusso, quel Balde Keita che in compagnia di Immobile ha trascinato la formazione di Inzaghi fino al quinto posto e alla finale di Coppa Italia.

CONTINUITÀ - I colpi non mancano, la continuità sì. Felipe Anderson deve dimostrare di aver raggiunto la giusta maturità, sia nell'arco della stagione che dei 90 minuti, per poter prendere in mano la squadra e portarla in Champions League. Le grandi giocate sono intervallate da lunghi momenti di pausa, che molto spesso lo rendono un giocatore poco utile alla squadra. Croce e delizia della Lazio, a 24 anni il brasiliano può definitivamente esplodere e dimostrare di essere pronto per calcare palcoscenici nazionali e internazionali. 

@AleDeFelice24