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  • Ferrario a CM: 'Napoli-Juve per lo scudetto!'

    Ferrario a CM: 'Napoli-Juve per lo scudetto!'

    Milanese e fiero di essere il terzo giocatore per numero di presenze con la maglia del Napoli, dopo Beppe Bruscolotti e Iuliano, nonché campione d’Italia accanto a Maradona nel 1987: Moreno Ferrario, difensore, capace anche di otto reti in serie A, racconta a calciomercato.com, le emozioni che potrebbe rivivere il popolo partenopeo a distanza di più di vent’anni.
     
    Ferrario, lei sa bene cosa significa esaltarsi per il calcio a Napoli. Oggi la città, nel giorno di San Gennaro si è risvegliata in festa per la tripletta di Cavani nella vittoria contro il Milan campione d’Italia.

    “A Napoli si provano emozioni incredibili. Ricordo bene la gioia dei miei tempi e potrei raccontarvi di un San Paolo stracolmo, tante e tante volte, con 60.000 abbonati che non ci abbandonavano mai.”


    Che cosa è cambiato dagli anni ’80 ad a oggi?
    “Tanto davvero. Partiamo dalla società, e dal presidente, ma anche dal modo di vivere il gioco del pallone fuori dal campo. Ferlaino era schivo; di lui ricordo pochissime interviste. Oggi invece tutto è comunicazione e show. Lo stesso De Laurentiis regge benissimo la scena in ogni occasione. Ha capito il gioco e lo conduce benissimo. Anche perché sa bene che sta allestendo una bellissima squadra.”

    Bellissima come la sua con Maradona?
    “Diversa sicuramente ma bella ugualmente. Partiamo però da un concetto base. Diego rendeva preziosa la squadra in cui giocava. Tutti dovevano guardarsi da noi anche solo perché lui era in campo. Per lui si potevano e si possono utilizzare tutti i superlativi possibili. Ma attenzione si può farlo solo per lui!”


    Dice che nessuno ancora oggi è in grado di garantire un impatto così importante alle partite come faceva Maradona?
    “Sicuramente. Tanti sono campioni, ma lui rappresenta una cosa diversa.”

    Quindi nemmeno il tridente delle meraviglie con Hamsik-Cavani-Lavezzi regge il confronto con il tridente di allora?
    “Beh, vorrei dire che non si possono fare paragoni. Il motivo è semplicissimo: Maradona!”


    E del tridente di oggi cosa pensa?
    “Che è una grande arma per il Napoli. Hamsik ha tecnica, visione di gioco, posizione e senso del gol. Cavani segna gol a raffica e sembra in grado di aiutare tantissimo la difesa;  Lavezzi rappresenta l’estrosità che tanto piace ai napoletani, togliendo qualsiasi punto di riferimento alle difese avversarie. Che bello vederli giocare!”

    Finalmente un Napoli da scudetto?
    “Si. Decisamente sì, e non mi interessa la scaramanzia. Sarebbe bellissimo vedere felice la gente di Napoli. Per me sarebbe una sensazione meravigliosa che si ripete, in maniera certamente diversa, ma ugualmente da godere fino in fondo. Il Napoli  di oggi aggredisce quando gioca in casa, e sa anche farsi attaccare, per poi prendere gli spazi agli avversari.  Con gente come Lavezzi e Cavani che entrano dappertutto è davvero un bel vedere. Senza contare Inler, che è stato l’acquisto giusto al momento e per il posto giusto. Un po’ come successe a noi, quando comprammo Ciccio Romano, che ci garantì quell’ordine in campo che poi ci avrebbe portato allo scudetto.”

    Visto che ha parlato di scudetto, torniamo ai giorni nostri con lo stesso tema. Chi c’è a contendere il tricolore agli azzurri?
    “Direi il Milan, ma mi piace di più l’idea di una competizione con la Juventus di Conte, che tra l’altro non gioca in Europa. La nuova società, il nuovo allenatore, uno stadio nuovo di zecca e gente come Andrea Pirlo, mi fanno pensare ad una Juve da corsa fino alla fine. Poi metto tranquillamente il Milan e l’Inter, che però credo si concentreranno di più sulla Champions.”


    Capitolo Champions per il Napoli. Gli azzurri sono nel girone più difficile. Passeranno il turno?

    “Perché no. Non capisco proprio perché il Napoli debba essere considerato inferiore a Manchester City e Villareal. Sul Bayern Monaco sono d’accordo per questioni di struttura, blasone, esperienza ed altro, ma sulle altre due proprio no. Il City di Mancini non è forte solo perché compra campioni e si è già visto all’esordio contro gli azzurri, e il Villareal non mi è sembrato imbattibile nemmeno l’anno scorso quando la squadra di Mazzarri aveva un anno di esperienza in meno.”


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