La giornata odierna è decisiva per chiudere il cerchio sulle candidature alla presidenza della Figc. Tre sono già ufficiali: Damiano Tommasi in quota Aic, Gabriele Gravina spinto dalla Lega Pro e Cosimo Sibilia che ha dalla sua l'enorme peso elettorale (34%) della Lega Dilettanti. Le ore che mancano alla mezzanotte chiariranno lo scenario sulla possibile candidatura di Claudio Lotito, ancora non formalizzata ma a questo punto molto probabile. I contendenti diventerebbero quattro e i giochi per le alleanze, a quel punto, decisivi. Lotito - ricostruisce La Gazzetta dello Sport - avrebbe pensato a diventare presidente dopo aver fatto i suoi conti. Era accreditato di un ruolo apicale (vicepresidenza) in un ticket con Sibilia, ma il numero uno della Lazio si è reso conto di non avere all'interno della Lega di Serie A il quorum di 14 voti su 20 necessario per entrare in consiglio federale. Il requisito minimo per accedere alla vicepresidenza.  

L'ASSE CON LA LND - Il presidente della Lazio ieri ha incontrato proprio Sibilia, a cui ha illustrato una nuova forma di sinergia. Lotito porterebbe in dote i voti di una parte di serie B ("dodici squadre sono pronte a firmare per me", ha dichiarato, ma il peso specifico della lega cadetta è solo il 5%) e di altrettanti club di A. Hanno già aderito l suo programma Milan, Verona, Atalanta, Crotone, Sampdoria e il Genoa del presidente Enrico Preziosi. Il numero uno genoano - intervistato da Repubblica - non ha esitato a schierarsi. "Se i Dilettanti che hanno il 34% stanno con Lotito, vince Lotito. Nessun candidato ha i voti per vincere. Ma se Sibilia manterrà la parola - ha dichiarato Preziosi -, lo vedremo aggiunto alla serie A, che ha dato un largo appoggio a Lotito. Il maggior campionato deve essere al timone del calcio italiano e Lotito, per quanto conflittuale, non può non tutelarne gli interessi». 

LA PAROLA DI SIBILIA - Preziosi - originario della provincia di Avellino come Sibilia - si dimostra abbastanza sicuro della sua ricostruzione. "Gravina non vincerà mai - ha proseguito -. E' vero che in Lega ci sono Juventus, Torino, Roma, Fiorentina e Sassuolo che sono contro, ma quello che abbiamo capito è che se un candidato avesse avuto l’appoggio unanime della serie A Sibilia avrebbe fatto un passo indietro per sostenerlo". 

I CALCOLI - Il grande obiettivo resta in ogni caso evitare il commissariamento da parte del Coni, che scatterebbe in automatico se all'ultima votazione la Federcalcio non dovesse essere in grado di eleggere un suo presidente. In sostanza, di far convergere su un unico candidato il 50% più uno dei voti. Per agevolare i calcoli, va riepilogato il peso delle varie componenti: la Lnd con il suo 34% è la più forte, l'Assocalciatori ha il 20%, la Lega Pro il 17%, la Serie A il 12%, seguono gli allenatori al 10% (in teoria schierati con Tommasi), la Serie B al 5% e gli arbitri (2%, Nicchi ha annunciato l'astensione dal voto alla prima tornata). Sarà eletto presidente al primo turno chi ottiene tre quarti dei voti, al secondo chi ne ha due terzi, al terzo scrutinio basta la maggioranza assoluta dei voti.

IL RUOLO DEGLI ALLENATORI - L'asse Lotito-Sibilia quindi, da solo, non supererebbe il 50%. Bisognerebbe trovare un alleato dell'ultima ora, tra quelli che hanno manifestato al momento diverse intenzioni. "Dipende dalla disponibilità degli allenatori - prosegue Preziosi -, tutto è negoziabile, è sempre una questione di accordi e pressioni. Certo Claudio può risultare una figura conflittuale. Ma la serie A deve essere rappresentata adeguatamente, la Federcalcio ci impone dei paletti e noi su quelli non riusciamo a muoverci, frenando lo sviluppo" . 

LOCOMOTIVA O VAGONE - L'endorsement affidato alle colonne di Repubblica, accorato, si conclude così: "E' giusto che sia il motore del calcio italiano a comandare, non un vagone. E la locomotiva del sistema è la serie A. Lotito per alcuni è un personaggio fastidioso. Ma io mi auguro che la Federcalcio faccia gli interessi del sistema, e se fosse presidente sono sicuro che Lotito non potrebbe fare cavolate, siamo certi che lavorerebbe per tutelare gli interessi del nostro campionato e del nostro movimento, sennò lo cacciamo. Tutti lo raccontano come un padre padrone, in realtà sarebbe ampiamente coadiuvato. È vero, a lui piace presenziare, lo sanno tutti: se c’è un funerale fa il morto e se c’è un matrimonio fa lo sposo. Ma lo fa attivamente. E questa è la differenza rispetto agli altri".