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  • Fiorentina:| Cogli l'attimo!

    Fiorentina:| Cogli l'attimo!

    • L.C.

    In un bel film di qualche anno fa, un professore di letteratura affascinava i suoi studenti insegnando in maniera anticonformista il metodo per saggiar la poesia, per apprezzarne il valore, per gustarne il midollo. Il professor Keating sorprendeva la sua giovane classe facendo strappare dal libro di testo agli studenti increduli e diffidenti le pagine del saggio di un illustre, ma grigio cattedratico che pretendeva di 'misurare la poesia' attraverso un grafico cartesiano. Era un impossibile meccanicismo dell'anima, secondo l'insegnante impersonato da Robin Williams ne 'L'attimo fuggente', e quindi via quelle pagine pesanti e inutili. A noi parlatori di calcio sovente accade la stessa cosa: pretendiamo di saggiare, approfondire, analizzare e sviscerare il rocambolesco gioco della palla rotonda che rotola attraverso i numeri, le statistiche, i grafici computerizzati. Riconduciamo le evoluzioni, a volte casuali, degli atleti sul campo a schemi prefissati, a esercizi provati in allenamento, ad una meccanica preordinata e scientificamente instillata nelle menti dei giocatori dal loro nume chiamato allenatore. Intendiamoci, i numeri contengono una verità che non va ignorata, ma neppure eletta a paradigma assoluto, a divinità.

    Esemplifichiamo pensando alla partita della Fiorentina con la Roma, una splendida gioia per i tifosi viola dopo un lungo periodo di carestia imposta, di purgatorio voluto e quindi meritato. Nella gara si sono visti alcuni limiti della Fiorentina, nel suo dipanarsi si riconoscono i sintomi di un mal di gioco che è in via di guarigione perché ben curato, ma ancora non risolto. Eppure quella gara è stata poesia, con le follie pallonoidi di Luis Enrique, un menestrello senza metrica che si è scontrato ed ha perso con un maestro della terzina, Delio Rossi. E' stata poesia, forse quella pedante del Tasso, l'insipienza dei romanisti nel loro paranoide possesso di palla, tanto ordinato quello quanto è stata disordinata e pazza la sequela di espulsioni. E' stata poesia, come quella romantica del Foscolo, l'esultanza bagnata di pioggia dei colorati tifosi sugli spalti, i loro clacson sui viali tornando a casa in una domenica sera che non si viveva da tempo. Poesia, come quella godereccia e ironica di Catullo, i sorrisi che affioravano nei bar all'ora del cappuccino e maritozzo. Certo la potremmo misurare, cercare di capire se ci porterà ad un risultato tangibile a fine anno, se produrrà dieci, cento, mille gol, assist, calci d'angolo. Lo potremmo fare, ma rischieremmo di essere smentiti da un sonetto, una frase ermetica, un ditirambo o uno scazonte, un'ode, un giambo o una lirica. Meglio cogliere l'attimo e goderselo, come diceva il professor Keating.

    (Quotidiano Viola)

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