Francesco Malgieri da Sant'Agata di Puglia, a quasi 90 anni, non è un tifoso come tutti gli altri: nonno Ciccio, come è ormai conosciuto in tutta Italia ma non solo, visto che persino il The Guardian gli ha dedicato un approfondimento, è ultrà del Foggia da ben 80 anni, e da 70 segue la sua squadra in ogni trasferta. Una storia d'amore incredibile, un atto di fedeltà pura che si ripete ogni domenica, dal 1945 ad oggi: nonno Ciccio è un eroe della modernità, una sequoia con un passato calcistico di quindici lustri, capace di sostenere i rossoneri per un'eternità, in Serie A come in Serie D, con il sole e con la pioggia, in Val'd Aosta come in Sicilia. Tutto per il Foggia calcio, tutto per un'indissolubile fede sportiva: una fede che l'anno scorso lo ha portata a Pisa, per quella finale playoff di Lega Pro e quella tanto agognata promozione in Serie B che in Capitanata aspettavano da tempo e che hanno trovato quest'anno.

SEMPRE PRESENTE, DAL 1945 - Nonno Ciccio ha 90 anni ma non li dimostra: capello lungo e bianco raccolto in un codino sbarazzino, capppellino costellato dei cimeli di tutte le sue trasferte calato in testa, felpa del Foggia, spille e coccarde calcistiche, giubbotto di pelle. Al Pino Zaccheria, in ogni partita casalinga dei Satanelli, parte un coro personalizzato a lui dedicato. Lontano da casa Ciccio, che non manca una trasferta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, è inconfondibile: bandiera, striscione rossonero con scritto "W Foggia - Nonno Ciccio - pace tra gli ultras" e tanta voglia di tifare, in qualisasi luogo. A novembre ha preso armi e bagagli e, completamente solo, è partito per Catania, viaggiando con la sua Renault Laguna per 1200 chilometri e 15 ore, tra andata e ritorno. A Cosenza è stato accolto da eroe, visto che era l'unico tifoso presente. Pazzo d'amore per i colori rossoneri.

DA FOGGIA A EL ALAMEIN ALL'INGHILTERRA - Già, ma come ha fatto nonno Ciccio (foto The Guardian) ad arrivare in questo modo alla sua età, senza mai perdere colpi? Poche regole, ma basilari: niente fumo, niente alcool, niente caffè, camomilla tutte le mattine. La prima volta a vedere il Foggia a 10 anni, 40 chilometri da Sant'Agata al capoluogo pugliese, con una bicicletta sottratta ad un cliente dello zio, che faceva il fabbro ferraio. Al ritorno si fora una gomma ma Ciccio non molla, cammina e arriva a casa in piena notte, con il cuore colmo di gioia perchè sa di aver trovato il più grande amore della sua vita, nonostante i rimproveri dello zio. Così per tutta la vita: nel corso della settimana continua a fare il contadino, aiutando il figlio Lorenzo, laureato in ingegneria. Il periodo più difficile è stato quello senza Foggia, tra il 1937 e il 1945, quando per la guerra i campionati furono sospesi e Ciccio fu catturato dagli inglesi ad El Alamein e condotto prigioniero in Inghlterra, dove faceva il guardiano alle vacche in una fattoria, e dove riuscì a farsi tanti amici.

LA FEDE IMMORTALE DI CICCIO E MABEL - "Il calcio è la mia vita, mi ha dato la possibilità di vedere tanti posti meravigliosi e di conoscere tante belle persone", la frase simbolo rilasciata nell'intervista al quotidiano inglese The Guardian: come Mabel Arnold, 100 anni, abbonata al West Ham da 82, che ha voluto festeggiare il suo ultimo compleanno a Boleyn Ground, e come molti altri tifosi nel mondo, dotati di fede immortale. Per nonno Ciccio la consuetudine è la medesima che si ripete da 70 anni: sveglia all'alba, schiscietta con la mitica braciola al sugo, Renault Laguna e via verso le varie trasferte. Come avviene da sempre e come avverrà anche l'anno prossimo, in Serie B: perché nonno Ciccio è il Foggia e dal suo grande amore nessuno potrà mai separarlo, fino alla fine dei suoi giorni.

NONNO CICCIO PREMIATO - Sabato 6 maggio, a Sant’Agata di Puglia, alle ore 20 in Piazza XX Settembre, a Nonno Ciccio l’Associazione Santagatesi nel Mondo conferirà il Premio Sant’Agata per lo Sport, per aver promosso attivamente i “nobili valori del tifo sportivo e dell’amore genuino per la propria squadra". 

@AleDigio89