Quello a cui abbiamo assistito sabato pomeriggio, nel ritiro in Abruzzo, a Castel di Sangro, del Foggia, squadra che - ricordiamo - parteciperà al prossimo campionato di Serie B dopo la vittoria del Gruppo C di Lega Pro nella scorsa stagione, è stato uno dei momenti più vergognosi di questa stagione di 'calcio d'estate', anche se purtroppo non l'unico.

Le tifoserie organizzate ci hanno infatti abituato a finire per motivi di triste notorietà estiva sulle pagine dei giornali sportivi, che dovrebbero parlare solamente di calcio giocato e di calciomercato, almeno in questa stagione in cui il campo e i risultati contano ancora relativamente: invece, ogni anno, ci tocca distogliere lo sguardo dallo sport per elencare le scorribande di questi gruppi di "tifosi" che sfruttano le vacanze e le trasferte per i ritiri delle rispettive squadre non per tifarle e sostenerle, ma per andare a combattere con i tifosi avversari. Lo abbiamo visto l'anno scorso con gli scontri tra ultras di Napoli e Nizza ma anche quest'anno, con le botte da orbi tra fans di Brescia e Cagliari. Niente di nuovo, mai come in questi periodi, "sotto al sole".

Quello che è avvenuto nel ritiro del Foggia due giorni fa sfiora però il tragicomico: quella che doveva essere una giornata di festa è stata infatti macchiata dalla vergogna, per gli scontri tra tifosi della medesima tifoseria (foto ioamoilfoggia.it), che hanno provocato la sospensione della partita tra rossoneri e Castello2000. I fumogeni e i boati assordanti dei petardi lanciati dagli ultras della Nord, assiepati nella tribuna est dello stadio Teofilo Patini di Castel di Sangro, hanno spaventato le famiglie accorse allo stadio per festeggiare i rossoneri, al ritorno in Serie B dopo la bellezza di 19 anni; momenti di tensione si erano già registrati all' inizio del primo tempo, quando gli ultra della Nord e quelli della Sud si sono messi a litigare, costringendo il ds Di Bari, il presidente Fares e il capitano Agnelli a intervenire per sedare gli animi. Poi, il lancio di petardi verso Guarna, con l'arbitro costretto a sospendere il match per cinque minuti, i tafferugli tra gruppi rivali e i tifosi in fuga dal fumo degli esplosivi, fino alla  fine anticipata dell'incontro.

La dirigenza del Foggia si è subito dissociata dagli avvenimenti e ha promesso decisioni drastiche, come l'annullamento dell'amichevole contro il Teramo o la disputa a porte chiuse. A fine gara dichiarazioni pesanti del presidente Fares: "Il fatto che sia io qui al posto dell'allenatore non è buon segno, nel senso che doveva essere la prima uscita da serie B dopo 19 anni. Quello che è successo non ce lo aspettavamo e ci amareggia tanto. Tutti gli sforzi che stanno facendo vengono offuscati da questi atteggiamenti che ci danneggiano. Ci apprestiamo a fare un campionato importante e ci aspettiamo che il pubblico debba essere il dodicesimo in campo. A noi non interessa entrare nelle questioni interne tra i gruppi, ma queste cose non devono poi riflettersi sul corretto svolgimento della gara".

Una situazione vergognosa, alla quale non ci sentiamo di aggiungere molto altro: ma se il calcio, che deve essere uno sport in grado di legare tifoserie e fazioni diverse, è arrivato a far litigare gruppi di persone che parteggiano per la stessa squadra, vuol dire che stiamo andando nella direzione sbagliata, tutti quanti. E siamo solo a luglio...

@AleDigio89