Non lo dice, ma lo pensa. Il portiere della Fiorentina è lui. Il numero uno. Nemmeno l´arrivo di Boruc ha cambiato le cose. Almeno per ora. Certo adesso c´è un po´ di concorrenza in più, però Frey è tranquillo. Non è cambiato niente, insomma. A parte il fatto che in panchina ci andrà uno che fino a due anni fa era ancora nel giro della nazionale polacca ed era considerato un vero talento. Poi qualcosa si è inceppato e Boruc è uscito dalle convocazioni del ct. «Tornare in nazionale è uno dei miei obiettivi» ha detto appena arrivato alla Fiorentina. Prima però dovrà farsi spazio. E non è facile. 
Frey non ha nessuna intenzione di farsi fregare il posto. E´ arrivato in ritiro tirato e motivato, un po´ infastidito semmai dalle voci sulla sua vita privata, ma pronto a
rimettersi in gioco con un nuovo allenatore e in una nuova avventura professionale. Lui, d´altra parte, alla Fiorentina ci ha sempre creduto. E´ stato il primo a saltare dentro il progetto Della Valle. Il primo a tagliarsi lo stipendio per venire a Firenze. Uno di quelli che, insieme ai gol di Toni e Gilardino, ha portato la squadra in Champions. E pure in Europa ha fatto un figurone. Se la Francia avesse avuto un altro ct ci sarebbe stato anche lui agli ultimi Mondiali, invece Domenech non lo ha mai preso in considerazione. Anzi, una volta lo ha fatto e Seba ha beccato la partita più sfortunata della sua vita e un gol clamoroso. Da lì in poi storia chiusa. Anche con qualche giornalista francese. 
Ma ora è tutto cambiato. Sulla panchina della Francia è arrivato Blanc, che per prima cosa ha tagliato tutti i ventitrè giocatori che erano in Sudafrica. Frey ha già parlato con il ct un paio di volte, per lui in nazionale ci sarà un´altra occasione. Una svolta importante per la sua carriera. Anche per questo non ha preso in considerazione le offerte che gli sono arrivate, meglio la Fiorentina. E poi Frey non ha mai avuto voglia di andarsene. Anche se il mercato è ancora aperto e tutto può succedere. Ieri sui giornali inglesi si diceva che il Manchester potrebbe essere interessato a Frey. «Potrebbe», appunto. Nessuna certezza. Non ancora. Ma lui non ha dubbi: «Chiunque arrivi gioco io» ha detto in un´intervista a Sky prima di partire per il ritiro.

In questi giorni non parla. Lavora e basta. E´ arrivato a Cortina in forma e sorridente. Senza ansia, senza tensioni. Convinto dei suoi mezzi e sorretto da una forza interiore che lo ha aiutato anche nei momenti più difficili. Nessun problema con Boruc. In allenamento scherzano e si abbracciano, sono due facce della stessa Fiorentina. Deciderà Mihajlovic chi mettere in porta e uno dei due si dovrà adattare alla panchina. Per ora in amichevole hanno sempre giocato un tempo per uno, ma fra un mese si fa sul serio e la Fiorentina non potrà più essere divisa a metà. Frey è un passo avanti. E´ più bravo e poi conosce meglio la squadra e le sue debolezze. Mihajlovic ha intenzione di ripartire da qui, Frey è una delle sue certezze, anche se il tecnico non dà vantaggi a nessuno. «Un portiere come Frey vale dieci-dodici punti in più in un campionato» disse Prandelli. Difficile fare un calcolo preciso, ma non c´è dubbio che senza il francese la storia viola di questi anni sarebbe stata diversa. Anche per questo Seba è tranquillo, quello che fai in campo rimane. Non si cancella. E rimangono anche i sogni. «Voglio vincere qualcosa con la Fiorentina ed entrare nella storia di questa società» disse il giorno della presentazione della sua biografia. Ancora non c´è riuscito, ma lui non molla. Né la maglia, né i sogni.