Me la faccio andare giù questa eliminazione dal mondiale, sì, ci riesco! Non e' bello da dirsi, mentre l'intero Paese e' in lutto stretto, ma voglio fare outing, e ammetterlo: io non ci piango. 

Mi rendo conto perfettamente di cosa significhi per l'intero movimento calcistico italiano la mancata partecipazione della nostra Nazionale alla fase finale in Russia, e quanto sia enorme l'onta in termini sportivi e politici, ma è più forte di me: giro pagina e mi adeguo a questa, seppur insolita, situazione. 

Ce la siamo, anzi, se la sono cercata, con tutto l'impegno possibile, e adesso ne paghiamo tutti le conseguenze. Da Gigi Buffon che sperava di partecipare all'ultimo mondiale della sua carriera, a tutti noi abituati ogni 2 anni a trascorrere le nostre estati in compagnia degli azzurri, una volta con un Europeo un'altra appunto coi Mondiali. 

Si può disputare un mondiale senza l'Italia? Impossibile da immaginare, eppure da lunedì sera è una cruda realtà. 'errore è stato forse pensare che non potesse capitare, dando per scontato che in Russia ci fossimo già. Errore madornale. Soprattutto quando sopravvaluti oltremodo le tue reali capacità e non ti rendi nemmeno conto di aver commesso tutti gli sbagli possibili per non poterlo evitare.

Li vogliamo fare i nomi dei responsabili? Certo che li facciamo, e con vero piacere, a cominciare da quello di colui che sta ancora rappresentando nel mondo l'immagine calcistica dell'Italia: Carlo Tavecchio. 

Dai, siamo seri almeno per una volta: può essere davvero quest'uomo la faccia del nostro calcio? Uno che debuttò sul palcoscenico federale con la scivolata dell’Opti Pobà ,mettendo in imbarazzo le intere istituzioni del Paese, sportive e non. 

Lui ha scelto Ventura, lo ha sostenuto, difeso e scelleratamente rinnovato il contratto a questo mediocre allenatore prima della decisiva sfida del Bernabeu con la Spagna, dopo non una sola partita del girone di qualificazione giocata in maniera, se non convincente, quantomeno accettabile.

Il tutto accompagnato da una totale assenza di idee in grado di permettere al calcio italiano di rilanciarsi. Zero. Zero idee, zero riforme. L’unica cosa di cui si è sempre preoccupato Tavecchio è stato il mantenimento di un consenso che gli permettesse di restare incollato alla poltrona presidenziale.

Ma il vero motivo per il quale non verserò una sola lacrima per l’esclusione da Russia 2018 è un altro: ritengo sia la giusta punizione per una Federazione pessimamente gestita e che si accanisce pervicacemente contro l'unico club che sta dando lustro ad un'intera nazione, sia in termini sportivi sia in fatto di gestione amministrativa. 
Un maltrattamento iniziato nel 2006 e trascinatosi sino ad oggi propria da parte di Tavecchio, unico presidente che consente ad un procuratore federale di continuare a rivestire la propria carica anche dopo aver utilizzato prove inesistenti per incastrare Andrea Agnelli nella nota vicenda biglietti. 

Tavecchio è anche quello che difese da consigliere federale lo scudetto di cartone dell’Inter (essendone tifoso)  e fa invece puntualmente oscurare quelli vinti dalla Juve ogni qual volta viene ospitata all’Allianz Stadium una partita della Nazionale, è colui che definisce “temerario” il ricorso contro la FIGC da parte di Agnelli per i danni ingiustamente subiti con Calciopoli dalla Juventus FC e che fece squalificare Conte per il calcio-scommesse quando allenava Madama, salvo poi  - con coerenza cristallina - prenderlo alla guida della Nazionale e definirlo “un guerriero”. 

Per ultimo, ha pure introdotto il VAR  senza una preventiva sperimentazione ma solo, è la mia personale impressione, per cercare di penalizzare la Juventus anziché  correggere per davvero gli errori arbitrali. 

Per tutto questo, e altro ancora, non piango sull’eliminazione dell’Italia. Mi dispiace, ma è la giusta punizione per chi amministra una federazione non nell’interesse comune ma per soddisfare il “particulare” proprio e di alcuni altri, e creare invece problemi all’unico club che - con i propri risultati  sportivi - permetterà, dalla prossima edizione della Champions, di avere ben 4 squadre italiane ammesse direttamente alla fase a gironi.

Siccome da via Allegri non è arrivato mai un grazie ma solo pernacchie, da lunedì sera alle 23 mi sento svedese.