Gasperini gli aveva messo la verità in tasca: “Non farti vedere titubante e presentati al San Siro con le idee chiare perché da quelle parti non offrono troppo tempo”. Questo il prezioso consiglio del tecnico ligure a Gagliardini quando lo scorso gennaio il centrocampista decise di lasciare Zingonia per vestire il nerazzurro dell’Inter. Un suggerimento che l’ex Atalanta seppe immediatamente far proprio, prova ne sia quel mese di “passione” in cui l’italiano aveva saputo convincere tifosi e addetti ai lavori. Poi il calo di rendimento e le prestazioni non all’altezza delle aspettative di quel calciatore che Daniele De Rossi aveva provveduto a promuovere come proprio erede.

CHIP DANNEGGIATO - La flessione di Gagliardini è giunta in contemporanea a quella dell’Inter di Stefano Pioli, che dopo il periodo magico ha lentamente perso quota fino a farsi scavalcare dal Milan e perdere l’Europa. Doveva essere una nuvola passeggera, ma evidentemente tutta quella negatività ha in qualche modo segnato il classe ’94, che adesso appare meno convinto dei propri mezzi. Lo si intuisce dall’atteggiamento del corpo in campo, ma anche dalle giocate che solo qualche mese fa Gagliardini provava con continuità e che invece adesso limita al minimo indispensabile. Intensità, ordine, lucidità, inserimenti e visione: il giocatore che vestiva la maglia dell’Atalanta era la sintesi di tutto questo. Come lo è stato anche il Gagliardini interista della prima versione. Poi qualcosa è cambiato, molto probabilmente nella testa, come se un chip si fosse danneggiato.

FAVORITO SU VECINO - Perché a fasi alterne Gagliardini continua a far intravedere quelle doti interessanti che avevano spinto l’Inter a investire una cifra considerevole. Lo sa bene anche Luciano Spalletti, che come interditore lo preferisce a qualsiasi altro elemento presente in rosa. Ed è per questo che il tecnico toscano sta pensando  di offrire a Gagliardini una maglia da titolare in vista del derby di domenica sera. Una chance che l’ex Atalanta dovrà essere bravo a cogliere nel migliore dei modi, magari come ha saputo fare nel recente passato, quando ascoltando Gasperini si è affermato in uno stadio storicamente complicato come il Meazza. Per diversi motivi l’italiano parte in vantaggio rispetto a Vecino, stanco dalle fatiche accumulate in nazionale e dai lunghi viaggi che gli permetteranno di essere agli ordini di Spalletti solo domani. Va inoltre considerato che il centrocampo del Milan è dotato di tecnica e fisicità, elementi che potrebbero inizialmente sovrastare il fare compassato dell’uruguaiano. Per questo motivo l’Inter è pronta a rispolverare Gagliardini, che si ritrova di fronte un’occasione da non fallire.