Forse lo hanno pagato troppo: 25 milioni sono davvero una bella somma per un ragazzo che ha giocato appena quattordici partite in Serie A. Ma proprio per questo l’acquisto di Roberto Gagliardini da parte dell’Inter è un colpo da grande società: perché non ci si ferma davanti all’ostacolo economico, perché si fanno i calcoli e le valutazioni ma poi si ha la disponibilità per andare avanti, chiudere la trattativa e - perché no? - rischiare. E’ un colpo di mercato, questo, che assume un significato speciale, quasi fosse un guanto di sfida lanciato alla Juve: stiamo arrivando.

 

In Italia la Juve è padrona assoluta del mercato. Un privilegio che si è guadagnata con i risultati (che portano introiti) e con la gestione sapiente del club (che porta altri introiti). Così pian piano si è impossessata di tutto, fino all’exploit dell’estate scorsa quando ha acquistato il calciatore più forte della seconda classificata (Higuain, Napoli) e uno dei migliori della terza (Pjanic, Roma). Si è rafforzata e, nel contempo, ha indebolito le principali concorrenti: troppo più ricca, troppo più scaltra, troppo più forte.

 

Il caso Gagliardini, però, rappresenta una svolta. Il ragazzo piaceva anche alla Juve, che si è defilata quando l’offerta dell’Inter ha raggiunto vette altissime, forse - come detto - esagerate. Dal punto di vista tecnico, aver perso il giovane dell’Atalanta per i bianconeri non è un dramma; sul mercato, invece, è un segnale che sarebbe sbagliato trascurare. La sensazione è che l’Inter di Suning si stia proponendo come un'alternativa potentissima alla Juve. Perché ha la disponibilità economica per farlo, entrando in concorrenza e in rotta di collisione con i bianconeri.

 

In questo mese di gennaio, il nostro calcio sta definitivamente cambiando. E anche gli equilibri del campionato, che forse tornerà a essere - per l’appunto - più equilibrato. Se non subito, prima di quanto immaginassimo.

@steagresti