Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l'ex attaccante dell'Inter, Maurizio Ganz, ha parlato della sua Inter e di quella attuale guidata da Luciano Spalletti. 

L'URLO STROZZATO IN GOLA - "Il gol che avrei voluto fare e che non ho fatto? La traversa colpita nei tempi supplementari nella finale di ritorno di coppa Uefa ’97 persa ai rigori contro lo Schalke 04. Una grandissima delusione, perché ero il miglior marcatore della manifestazione con 8 gol in 10 partite. Mi aspettavo di essere protagonista anche in finale. E invece niente, non ho neppure tirato un rigore".

IL FENOMENO E ZAMORANO - : Ronaldo. "Non dimenticherò mai i 3 mesi nei quali ho giocato con lui, i più esaltanti della carriera. Il nostro Ronaldo, assieme a Messi e Cristiano, è stato tra i più grandi degli ultimi anni. C’erano volte in cui mi dicevo: “No, questa giocata non gli riesce”. E poi stupiva tutti, noi e gli avversari. Quante botte prendeva, ma quanto ci divertivamo. Io mi adattavo a lui, facevo anche l’esterno. Il più forte dopo Ronaldo? Ivan Zamorano sicuramente. Eravamo amici in campo e fuori".

L'ADDIO ALL'INTER - "Peccato, è stata una bella favola senza lieto fine. I tifosi mi hanno accusato di essere un traditore, ma è stata la società a mandarmi via, io sarei rimasto".

SPALLETTI  - Adesso, all'Inter, ha cambiato la squadra, non ha paura di affrontare lo spogliatoio. L’esperienza all’estero l’ha aiutato nella gestione del gruppo. Ma non credo sia molto contento del gioco dell’Inter. Manca in po’ di qualità come terzini".