"Ne ha 40 ma da quando è al Milan ne dimostra 50". Parola di Andrea Pirlo, uno che lo ha fatto spesso incazzare. Oggi, Gennaro Ivan Gattuso, tecnico rossonero, compie 40 anni. Ne è passato di tempo da quando a Milanello si presentò un ragazzino tutta corsa e grinta, a caccia di chilometri da percorrere e vittorie da conquistare, arrivato dalla Salernitana dopo mesim fondamentali, che lo hanno temprato nel carattere e nel gioco, con la gloriosa maglia dei Rangers di Glasgow. Un Ranger di Glasgow, un calciatore che neanche la mente fantasiosa di Walter Elias Disney poteva forse immaginare: vero, sincero, "terrone" come lo chiamava il Maestro col 21, Ringhio come lo chiamavano i tifosi. Uno che vive, e pensa, con il cuore; uno che fa comodo, eccome, a questo Milan. 

Tornato, in veste di tecnico, per rilanciare i colori con i quali è diventato grande, lavora e studia per diventare il Conte del Milan. Senso di appartenenza, lealtà, voglia di combattere e sudare, tralasciando la parte estetica per puntare sul contenuto. Lo ha fatto, lo ha sempre fatto. Dopo un Mondiale vinto, infatti, risuona ancora nelle orecchie: "Ammazza quanto so' brutto, c'ho la moquette in faccia...". Pensa col cuore, scrivevamo. Un cuore che ogni tanto lo ha fatto sbandare, come con Joe Jordan in Milan-Tottenham o con Leonardo nel derby perso contro l'Inter di Mourinho per 4-0, o con Ronaldo in un'altra stracittadina; un cuore che, però, il più delle volte gli ha indicato la strada della vittoria e che gli ha permesso di conquistare il mondo correndo. Con la sua numero 8 sulle spalle. Tifoso, calciatore, leggenda. E ora anche tecnico. Sempre di corsa, come quando copriva le spalle a Pirlo, il suo Terence Hill. Auguri Gattuso, auguri Ringhio: questi sono gli 8 (e non potevano essere altrimenti) momenti con la maglia rossonera indosso. 

@AngeTaglieri88