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  • Generazione Baggio, top 11 dei 50enni: da Hubner a Zamorano, allena Allegri

    Generazione Baggio, top 11 dei 50enni: da Hubner a Zamorano, allena Allegri

    • Federico Giustini
    Quelli che quest’anno compiono 50 anni, quelli nati un anno prima di Nino, il dodicenne della canzone “La leva calcistica della classe ‘68” di De Gregori. Su tutti Roberto Baggio, che festeggia la cifra tonda sabato 18 febbraio. “Coraggio, altruismo e fantasia”: tutte doti attribuibili a Baggio, mentre lo si immagina dribblare mezza Cecoslovacchia a Roma nel ’90 o mentre pennella assist ai suoi fortunati compagni di reparto.

    Qualità che volendo si potrebbero associare all’estro – sregolatezza inclusa – di Paul Gascoigne, nato il 27 maggio 1967. Uno capace di saltare in dribbling l’intera difesa del Pescara – in un Pescara-Lazio del ‘92/93 – e fare gol, rivelando a distanza di anni: «Quel giorno scesi in campo ubriaco».

    Meno talentuoso di Baggio, ma pallone d’oro come lui, è l’ex difensore tedesco Matthias Sammer, insignito del premio nel 1996 tra le molte polemiche e prendendo tre voti più del “fenomeno” Ronaldo versione Barcellona. Sammer aveva appena vinto l’Europeo e a fine stagione alzò al cielo da capitano la Champions League con il Borussia Dortmund. A settembre anche lui spegnerà 50 candeline.

    Mezzo secolo nel 2017 anche per due ex compagni di Baggio ai tempi del primo anno al Brescia: Dario Hubner (che quell’anno fece 17 gol) e Kubilay Turkyilmaz. Così come per altri due compagni d’avventura ai mondiali in America nel 1994: Apolloni e Minotti, a loro volta compagni nel Parma prima da giocatori e poi rispettivamente da allenatore e direttore tecnico fino allo scorso novembre. Tra i convocati di Sacchi anche il classe ’67 Nicola Berti, presente anche tra i 22 selezionati dal ct Vicini per il mondiale di Italia ’90, dove tra i difensori era stato arruolato anche l’allora 23enne Ciro Ferrara.

    Mondiale in cui l’Italia uscì ai rigori in semifinale contro l’Argentina, dopo l’1-1 maturato al termine dei 90’ di tempi regolamentari e dei 30’ di supplementari. Al gol di Schillaci replicò Claudio Caniggia, nato anche lui nel 1967. Un mese più grande di Roberto è l’ex compagno d’attacco all’Inter dal 1998 al 2000 Ivan Zamorano. In nerazzurro nella stagione 1998/99 c’era anche Aron Winter, olandese del Suriname con un passato alla Lazio. Compirà 50 anni il primo marzo.

    È attaccante anche Kazu Miura, meteora giapponese del Genoa che però ancora non vuole saperne di ritirarsi e, a due settimane dai 50 anni, veste la maglia dello Yokohama Fc (serie B giapponese). Ora serve un portiere e la scelta ricade sul tedesco Bodo Illgner, compagno di Sammer con la Germania a Euro ’96 e vincitore di due Champions League con il Real Madrid.

    La formazione è fatta. Così scenderebbe in campo la leva calcistica della classe ’67, un 4-2-1-3 o 4-2-fantasia: Illgner; Ferrara, Minotti, Apolloni, Sammer; Winter, Gascoigne; Baggio; Caniggia, Hubner, Zamorano. Una formazione un po’ spregiudicata, con 5 giocatori molto offensivi con Baggio a ispirare tre punte vere.

    Ma il calcio, si sa, è questione di equilibri: serve dunque un tecnico che sappia far correre tutti, indietro e in avanti. Deve essere però un classe 1967 e la scelta ricade facilmente su Massimiliano Allegri. Lo stesso che sta facendo coesistere molto bene Pjanic, Cuadrado, Dybala, Mandzukic e Higuain. Miura resta fuori, fa più comodo allo Yokohama.

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