Sono stati i tre colpi più importanti dell'ultima campagna acquisti del Genoa. Tre operazioni dai costi complessivi superiori ai trenta milioni di euro.

Eppure in campo il loro rendimento fin qui non è stato certo all'altezza delle aspettative. Tra infortuni, scelte tattiche ed incomprensioni personali con tecnici e compagni, l'inizio di campionato di Andrea Bertolacci, Gianluca Lapadula e Ricardo Centurion è stato un autentico flop.

Nelle prime dodici giornate di Serie A in tre hanno collezionato zero gol ed una lunga sequenza di critiche e pagelle insufficienti. 

Quello che ha avuto più continuità è stato Bertolacci, sceso in campo in nove occasioni, sempre dal primo minuto, ma capace di lasciare un segno sul tabellino soltanto nella gara di Udine, quando venne espulso al 38' per un evitabile fallo su Lasagna già passato alla storia del nostro calcio per essere stato il primo cartellino rosso decretato con il Var. Per il resto tante prove anonime, del tutto lontane da quegli spunti che nella sua precedente esperienza rossoblù gli avevano addirittura schiuso le porte della Nazionale.

Da un ex milanista, in prestito, ad un altro che invece il prossimo giugno verrà interamente riscattato dal Grifone. Formula di trasferimento lungo l'asse Milanello-Pegli diversa ma stesso rendimento per Gianluca Lapadula, forse la più grande delusione di questo Genoa. Sull'inizio di stagione dell'ex capocanniere di Serie B e Lega Pro hanno pesato come macigni i due infortuni che l'hanno tenuto ai box per quasi tre mesi. Prima una fascite plantare che gli ha fatto saltare quasi interamente la preparazione estiva, poi la distorsione al ginocchio che l'ha tenuto lontano dai campi per un altro mese abbondante. Per lui appena cinque apparizioni, di cui soltanto una per intero, il derby di sabato scorso, e qualche recriminazione di troppo per le opportunità fallite sotto rete.

Se Bertolacci e Lapadula le proprie occasioni bene o male le hanno avute, lo stesso non può dirsi per Centurion che il campo l'ha visto appena 55 minuti e che da due mesi a questa parte non ha più messo piede sul rettangolo verde, finendo spesso addirittura fuori dall'elenco dei convocati.

Dovevano essere gli elementi in grado di spostare gli equilibri rossoblù, si stanno rivelando delle costose delusioni. Tra i vari compiti che attendono il neotecnico del Genoa Davide Ballardini ci sarà anche quello di restituire al calcio e soprattutto al Grifone un patrimonio tecnico importante ed ai suoi tifosi una speranza in più verso la salvezza.