Ivan Juric l'ha dichiarato in conferenza stampa già domenica al termine della rotonda vittoria sulla Juventus: a differenza di molti suoi colleghi, lui alla Coppa Italia ci tiene eccome. “E' un trofeo che può dare molte soddisfazioni - ha detto in sala stampa – ci teniamo a fare bene, questa deve essere la nostra Champions League. Per noi questa può essere una grande occasione. Perugia è una buona squadra ma sarei molto deluso se non passassimo il turno”.

 

Guai a snobbare la seconda competizione nazionale, dunque, anche se davanti c'è una squadra di categoria inferiore. Del resto già in passato, nel 1993, proprio il Perugia seppe giocare brutti scherzi in Coppa al Grifone rossoblu, seppur fosse relegato addirittura due categorie sotto i liguri.
 

Storia ripetutasi anche lo scorso anno quando ad eliminare il Genoa fu un'altra squadra di Lega Pro (la vecchia Serie C). Il 15 dicembre di un anno fa a Marassi Burdisso e compagni furono clamorosamente superati dall'Alessandria, club capace poi di arrivare fino alle semifinali del torneo dove si arrese solo al cospetto del Milan di Mihajlovic.

Quello stesso Milan che nel turno precedente aveva fermato la corsa del Crotone guidato da Juric. Trascinati dalla grinta del condottiero croato, i calabresi arrivarono a San Siro designati da tutti come vittima sacrificale. Invece seppero tenere testa al Diavolo, arrendendosi soltanto ai supplementari.

 

Insomma la Coppa Italia è da sempre ricca di sorprese. Come sa, a suo discapito anche il Genoa che di eliminazioni cocenti nella sua storia recente ne vanta diverse. Come quella dell'agosto 2004, quando ad estromettere i liguri dal torneo fu il Lumezzane, altra squadra di C, che espugnò il Ferraris con un 3-2 in rimonta che costò la panchina a De Canio. Poi toccò ad Ascoli (2007), Verona (2012) e Spezia (2013), tutti club di Serie B, passare il turno contro i rossoblu.