Dopo quattro partite e con la sosta per le Nazionali che incombe, è il momento di tirare le prime somme sull'avventura di Andrea Mandorlini alla guida del Genoa.

Aldilà dei quattro punti raccolti fin qui, frutto del pari interno col Bologna e della vittoria in casa dell'Empoli, il dato che più salta agli occhi è quello che riguarda i gol subiti. Come evidenzia il Secolo XIX in edicola oggi, con l'avvento del tecnico di Ravenna il Grifone è tornato sugli standard dello scorso autunno, quando la retroguardia rossoblu era una delle migliori in Serie A.

Nelle ultime quattro gare Lamanna ha raccolto nel sacco appena tre palloni. Una netta inversione di tendenza rispetto a quanto fatto nell'ultimo periodo targato Ivan Juric. Nelle sei partite che hanno preceduto lo sbarco a Genova di Mandorlini, il Genoa aveva infatti incassato ben 17 gol, quasi tre ad incontro. 

A diminuire sensibilmente sono state anche le occasioni da gol concesse agli avversari: 20 sono stati i tiri scagliati verso la porta genoana con Mandorlini in panchina; 33 quelli subiti nelle ultime quattro partite con alla guida il tecnico di Spalato.

Sistemata la difesa, occorre adesso agire anche sulla fase realizzativa, settore nel quale la mano del nuovo allenatore non si è ancora vista. Le tre reti messe a segno dal Genoa nelle ultime quattro gare sono in perfetta media con quanto fatto in precedenza con Juric.
A mancare sono ovviamente i gol degli attaccanti, visto che finora con Mandorlini hanno segnato solo centrocampisti, due volte Ntcham e una Hiljemark. Simeone è ormai a secco dalla gara di Firenze, sette partite fa, mentre Pinilla dal suo ritorno in Liguria, ormai due mesi e mezzo or sono, non ha ancora avuto modo di esultare. Anche dal loro rilancio in zona-gol può passare il rilancio di tutta la squadra.