Tornato a gennaio, dopo anni di esilio passati tra Parma e Crotone, sabato scorso contro la Lazio Raffaele Palladino è sembrato finalmente tornare sui livelli che l'avevano fatto entrare nel cuore dei tifosi del Genoa nella sua precedente esperienza in rossoblu.

La dimostrazione arriva dai dati statistici della Lega Calcio che hanno indicato il numero 11 del Grifone come il calciatore che ha percorso più chilometri durante la sfida con i biancocelesti, oltre 11mila metri. Una rinascita fisica che lascia ben sperare per il finale di stagione: "Mi alleno senza fare fatica, mi diverto e sono felice - ha raccontato Palladino al Secolo XIX - Sto meglio fisicamente adesso di quando avevo vent’anni. Juric mi ha ringiovanito, trovarlo è stato fondamentale per allungarmi la carriera. Vorrei giocare ancora a lungo. E spero di farlo con la maglia del Genoa. Poi mi piacerebbe restare nel calcio ma è presto per parlarne».

A rivolerlo fortemente al suo fianco a Pegli è stato Ivan Juric, prima compagno di squadra poi allenatore lo scorso anno a Crotone: «Mi ha rivitalizzato - sostiene Palladino - la mia carriera era praticamente finita e invece con i suoi metodi di allenamento sono rinato. Mi sento più forte adesso di quando ero ragazzino. Lo dimostrano anche i test atletici. Dico la verità, quando Juric mi chiamò a Crotone nel settembre 2015, non è che fossi molto convinto, anzi. Venivo dal fallimento del Parma, pensavo alla serie A. Poi mi sono ricreduto, guardando come giocavano. È stata la scelta migliore che potessi fare. Il Crotone in A è una favola, sono rimasto sognando di fare un altro miracolo, la salvezza. Ma il Genoa è il Genoa, speravo di tornare e ci sono riuscito".

Il ritorno del croato sulla panchina del Genoa, quindi, non può che essere stato accolto di buon grado dall'ala partenopea: "Con Juric è tornato l’entusiasmo, quello che era venuto a mancare negli ultimi 2-3 mesi. Ci ha dato la carica e sono venuti fuori gli uomini, oltre ai calciatori". 

Sempre a proposito del tecnico balcanico, Palladino dice la sua sul ritorno in rossoblu dopo sei settimane di lontananza: "A me sembra tornato più forte di prima. Conoscendolo, in questi due mesi si sarà posto tante domande analizzando le cose positive ma soprattutto quelle negative. Se ha commesso errori, non li farà più. Per il resto, ha la stessa carica. Riesce a trasmetterla alla squadra, è la sua forza. E tatticamente non è ripetitivo, cerca sempre di sorprendere l’avversario».


Il prossimo avversario per Palladino e compagni si chiama Juventus. Proprio la squadra nella quale il 33enne campano iniziò la sua carriera: "Lì sono diventato uomo e calciatore. Ma poi ho seguito la mia strada, ho girato tanto e sono venuto al Genoa: di questa squadra sono diventato tifoso. Sono curioso di giocare allo Stadium . Con il Parma ero rimasto in panchina e se giocherò sarà il mio esordio. Uno stadio che impressiona ma non dobbiamo farci intimorire. È durissima ma non impossibile".