Nel corso della lunga intervista concessa ieri sera in esclusiva a TeleNord, il presidente del Genoa Enrico Preziosi, ha ribadito tra le altre cose la sua volontà di cedere il Grifone: 'La mia stanchezza è mentale: questa società mi dà grandi soddisfazione, ma a volte delusioni che ora non riesco più a sopportare. Penso alle varie ingiustizie del sistema, non capisco poi tutto questo accanimento: ormai però sono temprato, ma gli insulti alla famiglia mi hanno fatto male".

L'imprenditore irpino ha ripercorso a ritroso i 14 anni alla guida del club più antico d'Italia, tracciandone un sintetico bilancio: "L’unico mio errore è stata la vicenda licenza Uefa: da parte mia è stata gestita malissimo, chiedo ancora scusa. La società non è allo sbando e non è vero che c’è disorganizzazione interna: Zarbano è un asset aziendale ormai, ora è in vacanza per tre giorni perché lavora sempre per il Grifone".

"La società resta in vendita. La trattativa con Sri Group mi ha distratto e reso nervoso: continuiamo a essere in contatto con loro, però ammetto che è finita male. Non c’erano i presupposti per concludere, l’impostazione della trattativa per me era irragionevole. É il peggior momento da quando sono presidente, un momento che mi fa riflettere: ho un carattere particolare, non riesco a controllare certe emozioni, adesso i toni del dialogo devono restare bassi. Invito Gallazzi a una conferenza stampa unificata dove esporrò i motivi del mio no. Oltre a Sri Group ci sono altre alternative, sono convinto che prima o poi qualcosa succederà".

Preziosi, infine, ha illustrato le imminenti novità sul fronte dirigenziale: "L'Associazione dei Club Genoani nomineranno tre tifosi (rappresentanti della Gradinata Nord, Sud e Distinti) capaci di esaminare un bilancio: entreranno nel consiglio d’amministrazione e saranno partecipi della vita societaria. Trasparenza per tutti, voglio vedere chi si azzarderà ancora a dire che faccio soldi alle spalle del Genoa. Stiamo cercando un advisor per vendere il Genoa, lo ufficializzeremo la prossima settimana: ha già lavorato con noi in passato, è stato rapido e positivo. Costruiremo anche un data room per organizzare i conti. Gli stipendi? Sono regolarmente pagati, Gallazzi ha valutato i nostri debiti in 85 milioni di euro, sono troppi: me li pagherò tutti io".